In Lunigiana e Garfagnana si tenta di tornare alla normalità.

Terremoto in Toscana, la stima della Regione: 55 milioni di danni

di Giulia Ghizzani - - Cronaca

Enrico Rossi, Presidente Regione Toscana

Enrico Rossi, Presidente Regione Toscana

FIRENZE – Mentre la terra continua a tremare, si fa la conta dei danni. I fondi necessari per finanziare la ricostruzione in Lunigiana e Garfagnana dopo il terremoto sono infatti stimati in circa 55 milioni, ma i dovuti controlli e riscontri sono ancora in corso.

E’ quanto viene comunicato dalla Regione Toscana dopo la visita del governatore Enrico Rossi con il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli, a Fivizzano. Un sopralluogo necessario per verificare di persona la situazione e proseguire col consueto monitoraggio del territorio, alla luce anche delle ennesime scosse dei giorni scorsi.

“A questo punto – ha detto Rossi – è urgente stilare le richieste ufficiali di rimborsi, un compito che spetta al commissario delegato dal governo Giuseppe Menduni, al fine di chiedere con esattezza al governo le risorse necessarie per poter partire con la ricostruzione”.

”Per ora – ha aggiunto il governatore – possiamo contare su 3 milioni che lo Stato ci ha dato sui 5 richiesti, cui si aggiungono 500mila euro che la Regione aveva già messo a disposizione nelle primissime ore per l’emergenza. Questo consente di pagare le attività di soccorso avviate nell’immediato e di progettare interventi di urgenza per l’incolumità della vita pubblica in Lunigiana e Garfagnana”.

Dopo il sisma in Lunigiana e Garfagnana, ”con il terremoto dobbiamo convivere. E’ una constatazione scomoda ma ineludibile. Ma dobbiamo attrezzarci per farlo nel modo migliore possibile”, ha sottolineato ancora Rossi che ha posto infine l’accento su un’altra questione centrale: quella relativa alle scuole e all’integrità delle strutture che a settembre accoglieranno di nuovo bambini e ragazzi. Rispetto a questo tema, Rossi ha chiesto di essere informato il prima possibile in modo da trovare le necessarie soluzioni in caso di inagibilità degli ambienti.

”La Regione si renderà garante del regolare inizio dell’anno scolastico, perché in caso di necessità – ha terminato – siano forniti i moduli prefabbricati”.

Nonostante gli ingenti danni, le popolazioni colpite duramente dal terremoto, vogliono insomma tornare al più presto ad avere una vita “normale”.

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Giulia Ghizzani

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Giornalista
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