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Sciopero e cortei in Toscana contro la legge di stabilità

Sciopero contro la legge di stabilità, adesione alta in Toscana

Sciopero e cortei in Toscana contro la legge di stabilità
Sciopero e cortei in Toscana contro la legge di stabilità

FIRENZE – Una giornata di scioperi e manifestazioni che hanno interessato tutta la Toscana nell’ambito della settimana di mobilitazione proclamata da Cgil, Cisl e Uil contro la legge di stabilità del governo.

«Abbiamo avuto un’adesione significativa sia allo sciopero che alle manifestazioni, al netto della situazione economica difficile che stiamo attraversando, con lavoratori in cassa integrazione e aziende in crisi. Con questa giornata i lavoratori hanno chiesto una legge di stabilità che sappia dare equità e lavoro». E’ soddisfatto Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana, nel commentare la giornata di protesta. «Abbiamo avuto 11 manifestazioni -spiega Gramolati- in tutta la regione: 6 tradizionali con cortei e altre cinque innovative con presidi e volantinaggi. A Firenze abbiamo avuto una manifestazione partecipata in maniera importante, con decine di migliaia di persone, secondo la Questura 15 mila, e questo dà l’idea che la manifestazione è assolutamente riuscita. E andata benissimo anche la manifestazione a Pisa, bene a Siena e anche a Piombino nonostante la crisi che sta attraversando il sito siderurgico».

A scioperare sono stati i lavoratori di tutti i settori. A Siena su 70 aziende monitorate in soli due casi adesioni intorno al 40-50%, in tutte le altre imprese si è andati oltre il 70%. In tutta la regione è stata alta la partecipazione nel settore del commercio e della Gdo con molti centri commerciali che sono rimasti chiusi per l’assenza del personale in tutte le province.

La situazione del lavoro nella regione è da allarme rosso. Ci sono 28mila persone che se non verrà rifinanziata la cassa in deroga si troveranno senza lavoro e senza alcun tipo di reddito. La domanda di lavoro è calata nell’ultimo anno per 90mila unità, e ciò non si è tramutato in licenziamenti solo per l’esistenza degli ammortizzatori sociali. Alta la disoccupazione giovanile al 29%.

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Massimiliano Mantiloni

Giornalista

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