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Firenze, il cardinale Betori ordina: campane mute la notte

Firenze - Campanile di Giotto
Firenze – Campanile di Giotto

FIRENZE – Il cardinale Giuseppe Betori ha decso: nella diocesi di Firenze, le campane dovranno restare mute la notte: più precisamente dalle 22 alle 7. La notizia mi fa tornare in mente un viaggio in Turchia, nella città di Konya, quando fui svegliata prima dell’alba dal richiamo del muezzin. Non uno soltanto ma decine che si richiamavano da minareto ad un altro e un capo all’altro della città. Messo da parte un primo stupore ricordo di essermi svegliata e affacciata alla finestra del mio albergo. Trovai la cosa interessante. Aspettai che si concludesse e poi uscii in strada per godermi le prime ore del mattino in una delle più belle città della Turchia.

Il cardinale Giuseppe Betori
Il cardinale Giuseppe Betori

Così se a Konya, città dei dervisci danzanti, possono ancora risuonare alle prime ore dell’alba le voci dei muezzin, da oggi per decreto dell’arcivescovo cardinal Giuseppe Betori a Firenze e nella sua diocesi le campane non potranno suonare che dalle 7 alle 22, con l’eccezione della Pasqua e di Natale. In buona sostanza niente più rintocchi dell’orologio. Cenerentola dovrà indossarne uno da polso se non intende metterlo in borsa. Perché niente rintocchi prima della mezzanotte.

L’obiettivo è quello di salvaguardare e rispettare le attuali esigenze della popolazione. Non solo, ma durante le celebrazioni il suono delle campane non dovrà mai superare il minuto. Eravamo il paese delle chiese e dei campanili con i quali ogni comunità si identificava. Il suono delle campane raccordava la vita quotidiana con le sue routine alla liturgia e anche nei meno osservanti, se non suscitava emozione, forse un po’ di nostalgia e di affetto si.

C’è da chiedersi cosa siano le “esigenze della popolazione” di cui si parla nel decreto. L’inquinamento acustico certo non sarà stato da imputarsi solo alle campane, ben altro risuona dalla mattina alla sera nelle nostre strade.

Il decreto stabilisce inoltre che le campane potranno segnalare le celebrazioni liturgiche, alcune manifestazioni di preghiera e di pietà popolare o scandire i momenti più importanti della vita della comunità cristiana quali feste, lutti, e altro. Per qualsiasi altro uso è obbligo il consenso dell’Arcivescovo.

Niente ambiguità e nessuna concessione a chi usava le campane per mescolare sacro e profano. Chi vuol sapere l’ora si compri l’orologio. E intanto Papa Francesco ogni domenica dalla finestra prima di congedarsi augura a tutti buon pranzo. Forse anche a Roma non si suonano più le campane.

 

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