Al Meyer sempre gravissimo il bimbo di 2 anni ferito dal padre. L’uomo è clinicamente morto

PERUGIA – È clinicamente morto Riccardo Bazzurri, 32 anni, il carrozziere di Perugia che nella mattina di ieri, domenica 6 luglio, ha rivolto la pistola contro se stesso dopo aver sparato e ferito molto gravemente a Ponte Valleceppi (alla periferia del capoluogo umbro) la ex compagna Ilaria, il figlio Cristian di 2 anni, e un’amica della donna. L’uomo era ricoverato da ieri nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Perugia, in stato di arresto per tentativo di omicidio plurimo. Nello stesso reparto si trova ricoverata in gravissime condizioni anche la ex compagna.
IL BIMBO AL MEYER – Resta invece ancora «in prognosi strettamente riservata», il piccolo Cristian, 2 anni. Il bambino, raggiunto alla testa da un colpo di pistola, è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, dove è stato trasferito poche ore dopo il suo ferimento. Le sue condizioni ieri erano state definite «molto, molto gravi» dai sanitari fiorentini.
GLI ORGANI DEL PADRE – A Perugia, intanto, questo pomeriggio, è cominciata la procedura per l’espianto degli organi del carrozziere. I familiari di Riccardo Bazzurri, infatti, non si sono opposti alla richiesta di donazione degli organi, secondo quanto precisato dalla responsabile del Centro regionale dell’Umbria per i trapianti, Tiziana Garzilli. L’espianto potrà avvenire però solo dopo che i sanitari avranno ufficializzato la morte dell’uomo, al termine della procedura iniziata alle 15 e non prima delle 20. A quel punto cominceranno le verifiche sugli organi che potranno essere espiantati dall’equipe chirurgica del Santa Maria della Misericordia.
IL VESCOVO – Sul tragico episodio della sparatoria di Perugia è intervenuto con una nota scritta anche l’arcivescovo della città umbra, il cardinale Gualtiero Bassetti, nativo di Marradi, in Mugello, ed ex vicario generale dell’arcidiocesi di Firenze (nel 1992). «Sta quasi scomparendo la pietà – ha scritto il cardinale – e si rischia di vivere senza timor di Dio». Nella serata di ieri Bassetti si è recato all’ospedale di Perugia per visitare i feriti dove, sottolinea il cardinale «ho rivissuto sulla mia persona il dramma che ha colpito la nostra città: un uomo e una donna che lottano fra la vita e la morte, un angioletto di due anni a cui sono state mozzate le ali e un’altra creatura gravemente ferita. Sono ancora scosso – aggiunge – resta perfino difficile pregare, perché l’emozione ti sconvolge».
