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Leopolda, il segretario della Fiom di Firenze denuncia: «Mi hanno impedito di parlare». Ma poi s’abbraccia con Renzi

Il sindcalista Daniele Calosi, segretario provinciale Fiom Firenze
Il sindcalista Daniele Calosi, segretario provinciale Fiom Firenze

FIRENZE – Daniele Calosi, segretario provinciale della Fiom di Firenze, il sindacato degli operai metalmeccanici e siderurgici, aveva fatto richiesta di intervenire dal palco della Leopolda, dov’era in corso fino a oggi 26 ottobre, la kermesse di Matteo Renzi e dei suoi fedelissimi. Ma è stato escluso dalla scaletta degli interventi dell’ultimo giorno.

«Volevo spiegare le ragioni di chi ieri era in piazza a Roma ma non mi è stato consentito perché non ho mandato il mio intervento all’organizzazione», ha denunciato Calosi stamani. L’organizzazione ha replicato che tutti, esclusi i ministri, hanno dovuto mandare l’intervento scritto per parlare dal palco, poiché si tratta di una prassi.

A sua volta Calosi si era detto indignato perché «Forse in Corea del Nord si richiedono gli interventi preventivamente…». Secca la controreplica dello staff renziano: «Oggi Renzi e i ministri hanno incontrato i delegati Fiom ed i lavoratori dell’Ast di Terni. Ma Calosi non c’era, preferendo alimentare polemiche».

Nel pomeriggio, però, il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato Calosi: entrambi erano presenti alle celebrazioni per i 150 anni delle ex Officine Galileo, attuale stabilimento Finmeccanica-Selex. Insieme hanno messo in scena un siparietto. Renzi lo ha abbracciato da dietro, e, scherzando, ha dichiarato, rivolto a fotografi e operatori televisivi: «Fategli una foto con me, così gli rovinate la carriera…».

 

 

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