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I Carabinieri hanno pagato di tasca loro l'albergo all'anziana cacciata di casa

Siena, rubati farmaci salvavita per 6 milioni in aziende e ospedali. Nove persone in manette

Un autentico furto dei sogni per fortuna sventato dai carabinieri

SIENA – Rubavano in tutta Italia, presso aziende e ospedali, farmaci importanti e molto cari. Tra questi anche prodotti salvavita, utilizzati anche per terapie tumorali e reumatiche, pronti a essere immessi sul mercato nero, ma anche destinati all’estero o in farmacie e cliniche private compiacenti. Valore complessivo almeno 6 milioni di euro.

Le manette sono scattate ai polsi di nove persone, fermate dai carabinieri di Siena su disposizione della Procura della Repubblica per furto in concorso. L’operazione è stata effettuata a Napoli, Bari e Scandicci. In quest’ultima località i malviventi stavano effettuando un sopralluogo a bordo di un camper per individuare dove poter effettuare nuovi furti.

Tutti i fermati si trovano attualmente in carcere a disposizione della magistratura. Si tratta di una banda di romeni, i presunti autori materiali de furti, ma con mandanti e intermediari italiani. Ricercata una decima persona.

Le indagini sono partite un anno fa proprio da Siena dopo 4 furti avvenuti nella provincia tra dicembre 2013 e marzo 2014. Gli altri colpi (in tutto sarebbero 18) sono avvenuti nelle province di Arezzo, L’Aquila, Bari, Caserta, Avellino, Benevento, Lecce, Bologna, Rimini, Mantova e Torino. Le basi operative del sodalizio criminale sarebbero state a Napoli e in provincia di Bari.

Tra i fermati dai militari del Nucleo investigativo dell’Arma di Siena c’è un commerciante di prodotti elettronici di Napoli: sarebbe stato lui a fare gli «ordini» dei farmaci da rubare, secondo quanto spiegato dagli inquirenti che nel capoluogo campano, in un capannone, hanno anche trovato due container con 800 scatoloni di medicine riconducibili a furti avvenuti a gennaio. A eseguire materialmente i colpi – 7.000 euro il compenso per ciascuna azione – sei romeni residenti a Bari e fermati in Toscana. Anello di congiunzione altri due italiani, residenti a Bari, dichiaratisi disoccupati: a loro spettava di individuare ospedali e aziende da colpire.

Gli accertamenti hanno consentito di legarli poi insieme: gli investigatori, dalla ricognizione delle celle telefoniche agganciate in prossimità dei luoghi dei furti, sono risaliti a 4 utenze di cellulari sempre presenti scoprendo che le schede provenivano dallo stesso rivenditore di Bari. Tramite le intercettazioni sono riusciti poi a scoprire il modus operandi, ad esempio che veniva sempre svolto un accurato sopralluogo, che durava anche alcuni giorni, e che gli esecutori alloggiavano in alberghi a 4 stelle vicino ai loro obiettivi. L’ultimo sopralluogo la notte scorsa, per un colpo in un’azienda farmaceutica a Monteroni d’Arbia. L’inchiesta, ha commentato il procuratore capo di Siena Salvatore Vitello, ha permesso di scoprire «un fatto di una gravità notevole perché si è speculato sulla salute dei cittadini bisognosi di farmaci salvavita».

 

 

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