L'attesa per la riabilitazione dell'ex cavaliere

Strasburgo: la Corte europea dei diritti dell’uomo decide sul ricorso di Berlusconi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Politica, Top News

ROMA – Sarà la Grande Camera della Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ad occuparsi del ricorso di Silvio Berlusconi. Insomma a decidere se l’ex presidente del Consiglio potrà tornare candidabile sarà, se entro un mese non ci sarà l’opposizione di una delle due parti in causa, il massimo organismo composto dal presidente della Corte stessa oltre ad altri 16 giudici.

Una notizia che torna a far sperare i dirigenti di Forza Italia. Certo, l’assegnazione alla Grande Camera non vuol dire nulla – anche a Strasburgo gli addetti ai lavori non si sbilanciano sui possibili effetti temporali dell”indicazione arrivata oggi – ma dentro Fi si ha la convinzione che l’iter ormai sia in dirittura d’arrivo e che il Cavaliere potrà tornare presto candidabile e, soprattutto, tornare alla guida della coalizione. Già perchè con Berlusconi di nuovo in campo la strada per gli altri competitor, Salvini in testa, diventerebbe molto più complicata.

Si tratta in realtà di una corsa contro il tempo perchè tempi certi sulla sentenza non ce ne sono anche se l’autunno rimane al momento l’ipotesi più accreditata. Da Arcore non si fanno previsioni, anzi, la linea semmai è quella di evitare commenti e giudizi positivi che potrebbero dar luogo a polemiche. L’intenzione del Cavaliere al momento è quella di restare alla finestra ed aspettare le mosse che farà Matteo Renzi. Nel quartier generale di Berlusconi infatti non si esclude nessuno scenario nemmeno quello che prevede il voto in autunno: Renzi – è il ragionamento che si fa in Senato – all’indomani della vittoria delle primarie proverà ad andare a tutti i costi al voto, non importa con quale legge elettorale. Certo, il Cavaliere tutto vorrebbe tranne che la fine anticipata della legislatura. Andare a votare nel 2018 non solo gli darebbe maggior tempo per aspettare la riabilitazione di Strasburgo, ma soprattutto gli consentirebbe di non dover arrivare in tempi stretti ad un accordo con gli alleati.

Gli occhi a questo punto sono tutti puntati sulla trattativa e sui tempi della nuova legge elettorale. Il ritorno o meno al voto in tempi brevi potrebbe incidere anche su alcuni movimenti che sembrano registrarsi all’interno del centrodestra. Nessuno ne parla ufficialmente ma tra gli azzurri si tengono sotto stretta osservazione i movimenti di Urbano Cairo. L’ipotesi che qualcuno azzarda è che il patron del Torino potrebbe essere il nome sui cui aggregare una coalizione di centrodestra. Il problema, spiega qualche azzurro, è semmai convincerlo a fare un accordo anche se, da alcuni sondaggi, pare che il nome riscuota un certo gradimento.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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