Concorso cancellieri: martedì 6 giugno il verdetto dei giudici fiorentini, o si va avanti o si riparte da zero

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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ROMA – Lo sfortunato (anche per deficienze ministeriali) concorso per cancellieri, dopo il termine delle prove preliminari, attende il verdetto dei giudici fiorentini dopo lo stop imposto dal giudice del lavoro che ritiene necessaria l’apertura del bando anche ai cittadini comunitari ed extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Ma qual è esattamente la materia del contendere? Lo illustra ampiamente un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore di oggi 4 giugno.

Lo scrutinio degli elaborati è stato bloccato in conseguenza dell’interpretazione di una norma del Testo unico del pubblico impiego posta «a tutela dell’interesse nazionale». Secondo l’interpretazione restrittiva fin qui seguita dal ministero, il ruolo di assistente di cancelleria messo a concorso escluderebbe dalla gara anche i cittadini comunitari e gli extracomunitari in possesso di permesso di soggiorno lungo o dello status di rifugiato. Secondo la giudice fiorentina sarebbe vero il contrario.

Vediamo la normativa. Il Trattato dell’Unione europea riserva gli impieghi nella pubblica amministrazione ai cittadini dei singoli Stati membri, unica eccezione all’abolizione di ogni discriminazione fondata sulla nazionalità. Ma la Corte di giustizia ha via via ristretto l’esclusione degli stranieri dalle pubbliche amministrazioni, tanto che il Testo unico sul pubblico impiego, modificato nel 2013 per adempiere agli obblighi europei, riserva oggi ai cittadini italiani l’ammissione ai concorsi per mansioni che riguardano «l’esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri» o che attengano «alla tutela dell’interesse nazionale» (articolo 38 del Dlgs 165/2001: «I cittadini degli Stati membri dell’Unione europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente possono accedere ai posti di lavoro presso le amministrazioni pubbliche che non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale»).

Il Ministero ha subito impugnato l’ordinanza della giudice del lavoro fiorentina, rimandando la palla al tribunale del capoluogo toscano, il quale a sua volta si esprimerà, sempre in via d’urgenza, martedì prossimo 6 giugno.

Se i giudici dell’appello annulleranno l’ordinanza – e sempre che non venga impugnata ancora in Cassazione, come probabile – la commissione di concorso procederà nella valutazione degli elaborati. In caso contrario, invece, il ministero dovrà riaprire il bando per permettere a tutti gli stranieri in possesso dei requisiti di essere rimessi in termini per partecipare al concorso. E tutto andrà alla calende greche grazie alle interpretazioni discordi delle norme che, in quest’Italia presunta patria del diritto, sono sempre più all’ordine del giorno.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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