Firenze: si chiude con L’Hommé Armé «FloReMus», festival sul Rinascimento musicale fiorentino

FIRENZE – Il festival «FloReMus. Rinascimento Musicale a Firenze», primo così specificamente dedicato alla musica rinascimentale in città e organizzato dall’Associazione L’Homme Armé, si chiude domenica 10 settembre all’Auditorium di Sant’Apollonia con «Nunc muta omnia». Heinrich Isaac nella Firenze di Lorenzo il Magnifico: un omaggio dell’Ensemble L’Homme Armé al compositore più importante dell’epoca di Lorenzo il Magnifico e della scena europea a cavallo fra il XV e il XVI secolo. Una figura di musicista che, grazie anche alle sue frequentazioni con gli altri intellettuali della cerchia medicea, ha creato alcune delle migliori espressioni del nuovo stile fiorentino. A cinquecento anni dalla morte un tributo musicale ad un compositore che ha scelto Firenze come città d’adozione. Di Isaac si ascolteranno: Salva nos (antifona), Missa salva nos: Kyrie, Gloria, Rogamus te, Credo, Quis dabit pacem – Prophetarum maxime, Sanctus, Agnus Dei, Quis dabit acquam.
“Ora tutto tace, tutto è senza suono”. Con queste parole si chiude il più famoso dei due lamenti che Heinrich Isaac (1450/55-1517) compose sui testi che Agnolo Poliziano aveva scritto per la morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492. Parole che, seppur in un’ottica chiaramente celebrativa, sembrano testimoniare una sorta di consapevolezza storica. Effettivamente con quella morte si sarebbe chiusa una stagione di relativa stabilità aprendone una piuttosto turbolenta, d’incertezza politica, che avrebbe anche visto le truppe francesi entrare in Firenze.
Il programma si focalizza su una serie di brani presumibilmente composti da Heinrich Isaac durante la sua permanenza a Firenze e principalmente legati agli anni laurenziani. In realtà sulla datazione della musica di Isaac, così come per gran parte dei suoi contemporanei, ci sono grandissime incertezze. C’è tuttavia una relazione motivica e stilistica che lega alcuni di questi brani. La Missa “Salva nos” è costruita, com’era prassi frequente all’epoca, su una melodia preesistente, quella dell’antifona gregoriana Salva nos Christe, appartenente ai vespri per la festa della Santa Croce. In tutta la messa il motivo di quest’antifona risuona numerosissime volte, ma è il segmento finale che caratterizza molte delle sue frasi terminali, enfatizzando con una particolare cadenza il tono frigio. Ed è questo stesso motivo, e la sua elaborazione polifonica, che ritornano nel lamento Quis dabit capiti meo acquam, ripetuto numerose volte quasi in forma ipnotica: nel secondo episodio in particolare, il motivo viene ripetuto alla voce bassa in progressione discendente con le parole “et requiescamus in pace” mentre le altre due voci con figurazioni melismatiche veloci cantano “Quel lauro, sì quello, giace colpito da un improvviso furor del fulmine”.
C’è musica anche nel pomeriggio al Museo degli Innocenti (Piazza SS. Annunziata, ore 15.30 e ore 17), coi due concerti finali a ingresso libero del Corso Internazionale di Musica Rinascimentale tenuto da L’Homme Armé in concomitanza col festival. I repertori cantati nei palazzi del Rinascimento, nelle chiese e alle feste domineranno le esibizioni dell’Atelier Consort, diretto da Gian Luca Lastraioli e dell’Atelier Cappella, diretto da Fabio Lombardo.
Auditorium di Sant’Apollonia (via San Gallo 25, Firenze; biglietti intero euro 15, ridotto 10; info e prenotazioni: 055/695000, 3396757446, informazioni@hommearme.it)
Domenica 10 settembre, ore 21.15
«Nunc muta omnia». Heinrich Isaac nella Firenze di Lorenzo il Magnifico
L’Homme Armé diretto da Fabio Lombardo
Superius: Cristina Calzolari, Mya Fracassini Giulia Peri
Altus: Giovanni Biswas, Luciano Bonci
Tenor: Paolo Fanciullacci, Riccardo Pisani
Bassus: Gabriele Lombardi, Matteo Bellotto
