Manifestazione a Roma davanti alla sede dell'Anm

Giudici di pace e magistrati onorari: nuova protesta il 22 febbraio contro la riforma Orlando

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Primo piano

ROMA – Giovedì a partire dalle 14.30 a Roma, Piazza Cavour, davanti alla sede dell’Associazione Nazionale Magistrati, centinaia di giudici di pace e magistrati onorari di Tribunali e Procure della Repubblica arriveranno in delegazione da tutta Italia per protestare contro la riforma del ministro della Giustizia Andrea Orlando.
«È una protesta compatta da parte di tutte le organizzazioni della magistratura di pace ed onoraria – si legge in una nota – contro il Governo, che ha approvato una riforma peggiorativa dello status giuridico, economico e previdenziale dei magistrati onorari, ma anche contro l’Associazione Nazionale Magistrati, che ne ha acclamato gli incostituzionali contenuti esprimendo pareri politici attuati alla lettera dalla burocrazia ministeriale (ossia magistrati ordinari fuori ruolo) che ha scritto il testo di riforma poi varato dal Ministro Orlando. La manifestazione si è resa necessaria anche come forma di denuncia per alcune recenti decisioni della Corte di Cassazione, che hanno ignorato la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea, denegando ai magistrati onorari diritti fondamentali sanciti dalla nostra
Costituzione e la stessa dignità professionale di lavoratori dello Stato», si legge ancora nel comunicato dei giudici pace e magistrati onorari.

«Chiediamo alla politica – continuano giudici pace e magistrati onorari – che ha a cuore l’efficienza della giustizia ed i diritti dei cittadini di intervenire immediatamente al fine di preservare l’autonomia degli uffici giudiziari e l’indipendenza delle funzioni giurisdizionali svolte dai giudici di pace e dai magistrati
onorari di tribunali e procure, funzioni identiche a quelle svolte dai magistrati ordinari come di recente sancito proprio dalla Suprema Corte di Cassazione. Sin quando la riforma della magistratura onoraria – conclude la nota – non sarà radicalmente ripensata e non saranno riconosciuti ai magistrati in servizio i fondamentali diritti alla permanenza in servizio sino all’età pensionabile, nonché ad un trattamento economico, previdenziale ed assistenziale rispettoso dell’ordinamento costituzionale e comunitario e consono alla funzione svolta, continuerà la nostra protesta, che già ha determinato un crollo di produttività degli uffici giudiziari del 20%».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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