Da venerdì 23 a domenica 25 marzo

Al Teatro di Cestello va in scena «Firenze 1865-1915»

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

«Firenze 1865-1915» (foto Maria Luisa Sterlino)

FIRENZE – Dagli anni della Capitale alla vigilia della Grande Guerra. Sul palco del Teatro di Cestello da venerdì 23 a domenica 25 marzo (ven. sab. ore 20,45 – dom. ore 16,45) è di scena «Firenze 1865-1915», con la rivoluzione urbanistica del piano Poggi, quando la città divenne il centro amministrativo e politico del nuovo Regno d’Italia, la mondanità dei teatri e dei caffè di fine Ottocento, il fermento dei futuristi dell’inizio del Nuovo Secolo, gli intellettuali e gli artisti riuniti alle Giubbe Rosse in Piazza della Repubblica, che non si chiamava ancora così.

«Firenze 1865-1915» porta la firma di Loretta Bellesi Luzi, nuora di Mario Luzi; la pièce è messa in scena dalla Compagnia Stabile della sala di San Frediano, con la regia di Marcello Ancillotti, che immagina il racconto tra le luci degli ottoni di un caffè. Qui si incontrano figure di popolo come Beppa la Fioraia o il Lachera, personaggi mitici di una Firenze sanguigna fattasi sbiadita memoria, e nomi che sono rimasti impressi nella nostra storia dell’arte e nelle antologie, Dino Campana, Ottone Rosai, i futuristi Boccioni, Marinetti. Una cavalcata a ritroso nel tempo che racconta chi siamo oggi per come Firenze è stata intesa e concepita nel suo più recente e significativo passato.

Teatro di Cestello (Piazza di Cestello, 3/4, Firenze)

Da venerdì 23 a domenica 25 marzo (ven. sab. ore 20,45 – dom. ore 16,45)

Info e prenotazioni 055.294609

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