Il Pd propone di aggiungere anche il mantenimento dell'Ape social

Pensioni: riforma del governo, dal 1 gennaio il via a quota 100, rinvio per 41 anni di contributi

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Pensioni, Politica, Top News

Pensionata

ROMA – Si precisa lentamente l’ipotesi di Riforma delle Pensioni prevista dal Governo che, secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe prevedere due step, con entrata in vigore nel 2019 della quota 100 e tempi più lunghi per la pensione anticipata con 41 anni di contributi. Si tratta, è bene sottolinearlo, di indiscrezioni e anticipazioni: per avere certezze bisogna aspettare gli (eventuali) provvedimenti normativi. In ogni caso, le dichiarazioni dei due vicepremier sembrano confermare l’intenzione di inserire la quota 100 in Legge di Bilancio. Se davvero fosse inserita in manovra, sarebbe possibile utilizzarla dal primo gennaio 2019.

Tanto più che adesso anche l’opposizione ha deciso di cavalcare l’onda proponendo una sua versione quasi identica di quota 100, data dalla somma di età anagrafica e montante contributivo (63+37). Nell’ipotesi di Governo, la misura consentirebbe di andare in pensione anticipata a 64 anni con 36 di contributi.

Quota 100

Chi ha almeno 18 anni di contributi versati prima del 1996, con attuale diritto al calcolo retributivo fino al 2012, sarebbe penalizzato nel calcolo dell’assegno previdenziale. Un punto da chiarire è se quota 100 sarebbe un’opzione oppure se andrebbe a sostituire le attuali regole per la pensione anticipata. Non è poi chiaro se la quota 100 sia destinata a essere compatibile con il cumulo gratuito dei contributi, cioè se si potrà raggiungere sommando versamenti in gestioni diverse. Dunque, sono diversi i nodi da sciogliere in vista della formulazione vera e propria della norma (si parla anche di un tetto ai contributi figurativi), che comunque sarebbe inserita in Legge di Stabilità.

Quota 41

La pensione anticipata con 41 anni di contributi, invece, l’altro cavallo di battaglia della contro-riforma Fornero, sembra destinata ad essere rinviata ai prossimi anni. E’ una misura che riguarda un’ampia platea di lavoratori, quindi va adeguatamente modulata e finanziata.

Opzione Donna

Una misura che invece, come la quota 100, potrebbe confluire già nella prossima Legge di Bilancio è il rinnovo dell’Opzione Donna. Anche in questo caso bisogna vedere in che termini sarà formulata: potrebbe consistere in una una proroga al dicembre 2018 per maturare i 57 di età (58 anni per le autonome) e i 35 anni di contributi necessari, oppure in una variazione dei requisiti di accesso.

Sempre più a rischio, infine, l’APE Sociale attualmente prevista fino al 31 dicembre 2018 in via sperimentale: il Governo non sembra intenzionato a prorogarla né tanto meno a renderla strutturale. E’ probabile che le diverse misure di flessibilità in uscita previste, soprattutto quota 100 e pensione anticipata con 41 anni di contributi, siano destinate a sostituire l’APe.

PROPOSTA PD

In concorrenza con quella governativa spunta anche una quota 100 del PD fra le proposte di Riforma Pensioni allo studio: l’hanno presentata i parlamentari alla Camera Cesare Damiano e Andrea Orlando.E’ molto simile a quella del programma del Governo Conte – che richiede un minimo di 64 anni di età e 36 anni di contributi – e prevede un’età anagrafica minima di 63 anni da sommare ad almeno 37 anni di contributi per il diritto a pensione.

Deputati Pd d’accordo anche con la pensione anticipata a 41 anni di contributi, altra misura nell’agenda Di Maio (rimandata al 2019 diversamente rispetto alla quota 100, che potrebbe essere inserita nella manovra di Bilancio).

Contrariamente al Governo, intenzionato ad abolire l’APE Social, il Pd propone di rendere strutturale il beneficio previdenziale raggiungibile con 63 anni di età per chi appartiene a una delle quattro categorie di lavoratori ammessi (disoccupati, caregiver, disabili, addetti a mansioni gravose). Stessa vision per l’APE volontaria, il prestito pensionistico che consente ai lavoratori (63 anni di età e 20 anni di contributi) di incassare un trattamento poi restituito con rate ventennali sulla pensione. L’opposizione si allinea nella richiesta di nona e conclusiva salvaguardia esodati, proroga Opzione Donna, revisione adeguamenti alle aspettative di vita, taglio pensioni d’oro con soglia di 5mila euro netti.

Tutto uguale, insomma, ma con in più l’APE Social. Se le stime della maggioranza potevano risultare ambiziose in termini di coperture finanziarie, quelle dell’opposizione, almeno così poste, sembrano ancor meno sostenibili.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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Commenti (1)

  • FRANCESCA PASQUALIN

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    Quota 100 come da contratto e come promesso , lavoro ai giovani , ci mancano le energie per andare avanti, abbiamo problemi fisici e bisogno di curarci,problemi familiari, dobbiamo fare i nonni, dobbiamo avere certezza, siamo stanchi da molto che aspettiamo non ce la facciamo più.

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