Daisy Osakue: il premier Conte le telefona da Washington, ma la sinistra cavalca la tesi del razzismo

ROMA –  La campagna ingaggiata dalla sinistra, agitando lo spettro del pericolo razzista e fascista, strumentalizza anche le dichiarazioni di brave atlete di colore che difendono la maglia azzurra nello sport. L’uovo, lanciato da un’auto in corsa, che ha colpito Daisy Osakue a un occhio, episodio esecrabile, è stata l’occasione per rilanciarla, e il premier Conte da Washington ha telefonato all’atleta per esprimere la sua solidarietà: «Ho avuto una comunicazione telefonica con Daisy: le ho espresso la solidarietà mia e del governo. Un gesto inqualificabile, le ho augurato di poter riprendere subito la sua disciplina, spero tante medaglie alle Olimpiadi». Lo ha detto il premier durante una conferenza stampa a Washington, precisando: «Lei stessa mi ha detto che non ci sarebbe matrice razzista».  Questa tesi è confermata dai carabinieri che indagano sul caso, visto che nei giorni scorsi era già stato segnalato a Moncalieri il Fiat Doblò da cui la scorsa notte è partito il lancio di uova che ha ferito al volto Daisy Osakue ed erano stati segnalati altri lanci di uova contro passanti.

In precedenza Daisy aveva affermato: «L’hanno fatto apposta. Non volevano colpire me come Daisy, volevano colpire me come ragazza di colore. In quella zona ci sono diverse prostitute, mi avranno scambiate per una di loro – aggiunge all’uscita dall’ospedale Oftalmico di Torino -. Mi era già capitato di essere vittima di episodi di razzismo, ma solo verbali. Quando però si passa all’azione, significa che si è superato un altro muro. Io non escludo i motivi razziali. Non voglio essere criticata per questo, ma secondo me mi hanno lanciato quel uovo, in viso, da un’auto che viaggiava a tutta velocità, semplicemente perché sono di colore. Spero che trovino i responsabili – conclude -: solo così si potrà sapere il motivo del gesto».

Un’altra famosa atleta di colore, che ha acquisito fama e popolarità nel nostro Paese, afferma: «L’Italia non si rende conto che sta tornando al Medioevo, invece di andare avanti…». Così la pallavolista Valentina Diouf, simbolo della Nazionale per anni, parla all’Ansa del’aggressione a Moncalieri della discobola Daisy Osakue. «L’episodio mi ha toccata particolarmente – aggiunge -. Spero che tutti questi casi che si stanno verificando, perché ormai ce n’è uno al giorno, siano finiti e non l’inizio di qualcosa perché l’Italia non se ne rende conto».

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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