Firenze: morto «Nano» Campeggi. Disegnò il manifesto di Via col Vento. Aveva studiato con Ottone Rosai e Ardengo Soffici

Silvano Campeggi
Silvano Nano Campeggi, se n’ è andato a 95 anni

FIRENZE – E’ morto Silvano «Nano» Campeggi, un mago del disegno: suo il manifesto di «Via col vento» e sue le locandine dei più bei film prodotti negli anni ’50 dalla Metro Goldwin Mayer. Aveva 95 anni. Se n’è andato in una clinica di San Felice a Ema, il paese di Gino Bartali. La notizia è stata data da Francesco Casini, sindaco di Bagno a Ripoli. Lascia la moglie Elena, che l’adorava, e un figlio. Era un fiorentino vero, con un talento eccezionale che lo portò a diventare il cartellonista di Hollywood quando la capitale mondiale del cinema aveva bisogno anche di artisti della matita. Aveva studiato all’Istituto d’arte, con Ottone Rosai e Ardengo Soffici. Si trasferì a Roma ed ebbe i primi contatti con il mondo del cinema: la Metro Goldwin Mayer lo chiamò per Via col vento. Molte delle immagini da lui realizzate per i film più famosi hanno  sono diventate icone, come nel caso dei quattro cavalli bianchi su sfondo rosso di Ben Hur e il volto di Leslie Caron, utilizzato come puntino sulla prima lettera I di Gigli.

Il manifesto di Casablanca, disegnato da Campeggi

E’ stato cartellonista per le principali case di produzione cinematografiche di Hollywood: oltre che per la MGM, lavorò per Warner Brothers, Paramount, Universal, Columbia Pictures, United Artists, RKO, Twentieth Century Fox. Tra i film che ha illustrato, oltre a Via col vento, figurano Casablanca, Ben Hur, Cantando sotto la pioggia, Un americano a Parigi, West Side Story, La gatta sul tetto che scotta, Vincitori e vinti, Exodus, Colazione da Tiffany. Negli anni ’80 la decisione di tornare a Firenze, dov’è sempre stato molto amato. Solo qualche mese fa, per il suo 95esimo compleanno, era stato festeggiato dall’amministrazione comunale nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, alla presenza del sindaco Dario Nardella. A Nano Campeggi, per l’occasione, venne regalato un giglio d’oro, a testimonianza della feconda produzione artistica. Proprio Palazzo Vecchio, sempre nei mesi scorsi, ha ospitato la sua retrospettiva «Tra Divi e Diavoli». Ma la produzione di Campeggi non si è fermata alle opere cinematografiche: sono divenuti celebri anche i suoi cicli pittorici dedicati a Napoleone, ai carabinieri, ai paesaggi dell’isola d’Elba.  Famose le sue mostre a Roma, Firenze, New York, Arezzo. I funerali si svolgeranno giovedfì 30 agosto alle 16.00, nella chiesa della Pentecoste a Bagno a Ripoli.

—————————————————————————————————————–

Conobbi Campeggi (che chiamavano «Nano» per assonanza con il nome, Silvano, ma era tutt’altro che basso) a metà degli anni Ottanta, appena tornato a Firenze, durante una cena in un albergo sui Lungarni. Aveva il carboncino sempre in tasca e la mano fatata. Al momento dei discorsi ufficiali, evidentemente, si stufò: rovesciò il cartone dov’era descritto il menù e cominciò a fare il ritratto a chi era seduto al tavolo. Vennero fuori piccoli capolavori in pochi istanti. Tutti ci sentimmo dei Charlston Heston o, le signore, delle Liz Taylor. Che tocco, aveva Silvano! Diventammo amici. Qualche volta veniva a trovarmi a La Nazione. Quando c’era bisogno di lui per iniziative, istituzionali e non, era sempre pronto. Non parlava molto dei suoi successi hollywoodiani, e nemmeno delle amicizie di gioventù con Ottone Rosai e Ardengo Soffici. Era, lasciatemelo dire, un pittore-cronista: grandissimo nell’attualità, oserei dire sulla notizia. Ci mancheranno il suo sorriso e la sia disponibilità. Ciao «Nano».

Sandro Bennucci

Ardengo Soffici, Cinema, Ottone Rosai, Silvano Nano Campeggi, Via col Vento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload the CAPTCHA.

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080