Sindaco e ex premier appoggiano l'ex ministro

Firenze: Minniti presenta il suo libro, ma non conferma la sua candidatura alla segreteria Pd

di Paolo Padoin - - Cronaca

FIRENZE – Era molto attesa la presenza di Marco Minniti, deputato Pd ed ex ministro dell’Interno, alla presentazione del suo libro Sicurezza è libertà, con l’ex premier Matteo Renzi e il sindaco Dario Nardella. Non tanto per il contenuto del libro quanto per il possibile annuncio della sua candidatura alla segreteria del Pd. Ma l’annuncio non c’è stato.

«Se il mio impegno servirà a rendere più unito e forte il Pd, io non mi sottrarrò. Domani si aprirà formalmente con l’assemblea del Pd il percorso congressuale, fino a quando il congresso non era stato convocato non era giusto rispondere. Nel momento in cui il congresso è stato convocato, la riflessione è conclusa. L’idea fondamentale è quella di unire di più il partito, che non significa una candidatura unica: un partito che non ha un confronto, una dialettica limpida, non è un partito vivo. Se è possibile costruire qualcosa che in un confronto renda un servizio al mio partito, per me rendere un servizio al mio partito significa rendere un servizio al mio paese».

E ha aggiunto: «I nazionalpopulisti che stanno governando l’Italia in questo momento fanno finta di ascoltare i cittadini impauriti, ma il loro obiettivo è tenerli incatenati alle loro paure: se qualcuno aveva un dubbio su questo, basta guardare questi 5 mesi di governo. Possiamo dare un segno molto
importante: in questa sfida che va ben oltre i confini dell’Italia, l’Italia può rappresentare un riferimento, oggi più che mai, per dire che c’è una via democratica forte, appassionata e coinvolgente per sconfiggere i nazionalpopulisti».

Intanto l’Istituto Demopolis ha verificato, per il programma Otto e Mezzo di La7, l’interesse dell’opinione pubblica in vista delle Primarie del Partito Democratico, ipotizzate per il febbraio
2019. Dai risultati emerge che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e l’ex ministro dell”Interno Marco Minniti (non ancora candidato) per il momento sono in testa alle preferenze
degli elettori del Partito Democratico, con gli altri candidati – Francesco Boccia, Matteo Richetti, Dario Corallo e Cesare Damiano – ognuno al di sotto del 10%. Se si votasse oggi la partita per la segreteria vedrebbe Zingaretti, con un consenso tra il 33 e il 39%, in vantaggio di circa 3 punti su Minniti, attestato tra il 30 e il 36%.
Se si votasse oggi per le Politiche, il Pd otterrebbe il 18%: è un dato che – secondo il Barometro Politico Demopolis – «segna una lieve ripresa nelle ultime settimane: un punto in più rispetto ad ottobre». Alle elezioni del 4 marzo il Pd ha ottenuto il 19%.

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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