La ricerca di Ipsos

L’Italia è il Paese dove gli over 55 sono più arzilli e soddisfatti

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento

Indipendenti, amanti della vita sociale, legati agli amici e inseparabili dallo smartphone. E’ il ritratto degli over55 che emerge dalla ricerca Generazione 55 special, condotta da Ipsos su 6mila over55 in Italia, Australia, Francia, Germania e Usa.

Più di 8 senior italiani su 10 sono soddisfatti della propria vita, pur ammettendo che la condizione generale è peggiorata rispetto al passato (quasi 5 su 10). L’avanzare dell’età non scalfisce però l’autonomia: quasi la metà tra i 75 e 84 anni è indipendente (48%). Oltre 6 su 10 si occupano regolarmente dei propri nipoti (solo 3 su 10 negli altri Paesi) e il lavoro di nonno è a tempo pieno per il 57%.

«Rispetto agli over 55 degli altri Paesi – commenta il geriatra Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva – gli italiani dedicano più tempo ai rapporti familiari e sociali, e sono un pilastro della società». Oltre a occuparsi dei figli e dei nipoti, si prendono cura anche degli anziani che hanno bisogno di cure domiciliari. Ma non rinunciano a incontrare amici e familiari, andare a cinema (28%) e teatro (13%), ascoltare musica (76%), o passeggiare al parco (76%). Quasi 8 anziani su 10 frequentano regolarmente i propri parenti, e oltre 4 su 10 vedono gli amici almeno una volta alla settimana.

Anche la salute sembra essere complessivamente positiva: oltre 9 su 10 affermano di essere in condizioni buone o soddisfacenti, mentre un terzo (33%) fa esercizio fisico. Le malattie sono la principale fonte di preoccupazione per il futuro (63%), seguita dalla perdita di memoria (52%) e dal decadimento fisico (40%). Ipertensione (39%), colesterolo (32%) e problemi di udito (17%) sono i disturbi più frequenti.

Altra differenza rispetto ai coetanei del passato è l’essere più tecnologici. Insieme con gli statunitensi, gli over55 italiani sono quelli che si collegano a internet più spesso durante il giorno (75%), soprattutto dallo smartphone, usando anche i social media come Facebook (67%), Twitter (22%) e Instagram (18%).

Complessivamente dunque si dovrebbe viver meglio, i progressi della tecnologia e della medicina favoriscono un’esistenza migliore, se non ci si mettessero di buzzo buono i politici ad angustiare i pensionati e i pensionandi con le loro trovate e proposte che definire controproducenti, ingenerose e, in una parola, idiote mi sembra fin troppo generoso.

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