Firenze: debutta con successo alla Pergola «La tragedia del vendicatore» con la regia di Donnellan

«La tragedia del vendicatore» con la regia di Declan Donnellan (foto Masiar Pasquali)

FIRENZE – Dopo lo Shakespeare brillante di «Misura per misura», al Teatro della Pergola ha debuttato con gran successo di pubblico «La tragedia del vendicatore», truculento gioiellino del teatro inglese risalente all’inizio del regno di Giacomo I e ora attribuito a Thomas Middleton (1580-1627), ma che diversi hanno studiato come opera del contemporaneo Cyril Tourneur. Shakespiriano è il regista, Declan Donnellan, Leone d’Oro alla carriera, pluripremiato a Londra, Mosca, Parigi e New York.

I punti forti di questo spettacolo pulp che finisce in un allegro bagno di sangue sono proprio l’mpianto scenico e la regia, che mantiene in perfetto equilibrio il tragico e il comico, lo scavo dell’indole umana fragile e corruttibile o implacabilmente feroce come quella del protagonista Vindice, la cui fidanzata è stata avvelenata dal vecchio Duca lascivo perché non voleva piegarsi alle sue voglie. Per anni cova la vendetta e la costruisce passo passo giocando con le perversioni delle sue vittime, ovvero tutta la numerosa e degeneratissima famiglia del Duca (i cui figli hanno nomi parlanti come Lussurioso, Supervacuo, Spurio…), manovrando tutti come marionette e sfruttandone l’odio reciproco e l’ambizione per farli sterminare a vicenda, finendo sterminato a sua volta, in un finale che lascia la certezza che l’orgia del potere sia pronta a ricominciare invariata.

Il regista britannico dirige per l’occasione un cast tutto italiano, che riunisce giovani e giovanissimi attori (è una coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione, con debutto a Milano) che recitano una traduzione firmata da Stefano Massini. L’ambientazione è sfumata, anche se l’Italia indicata dal testo originale traspare dai quadri di Mantegna, Tiziano, Piero della Francesca che a tratti vengono proiettati sullo sfondo (quando la tecnica non sia sfruttata per mostrare i dettagli splatter, sempre con una vena di ironia). Il cast eccelle nelle prestazioni fisiche, il ritmo è serrato e i movimenti di scena sono curatissimi; una caratteristica che si osserva sempre più spesso fra gli attori di ultimissima generazione, purtroppo non sempre accompagnata da pari cure per la dizione, l’emissione della voce e l’espressività della stessa anche in assenza di gestualità (doti che non mancavano alle attrici che, ribaltando i canoni dell’epoca shakesperiana, misero in scena la pièce con Ronconi nel 1970: Mariangela Melato, Edmonda Aldini, Ottavia Piccolo…). Uno spettacolo complessivamente molto piacevole, fatto per entusiasmare anche il pubblico più giovane. Repliche tutti i giorni fino a domenica 16 dicembre.

La tragedia del vendicatore, Piccolo Teatro di Milano, prosa, Teatro della Pergola, teatro elisabettiano

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