Ong Mediterranea, Sindaco Orlando e Fratoianni contro Salvini: accusato di genocidio volontario

ROMA – In un video di 19 minuti, la piattaforma Mediterranea ha mostrato, in conferenza stampa a Palermo assieme al sindaco Leoluca Orlando, le comunicazioni intercorse tra la guardia costiera italiana e quella libica prima del soccorso in mare dei 55 migranti, poi effettuato dalla Mare Jonio il 18 marzo scorso. Comunicazioni tra ufficiali, di
cui scrivono oggi alcuni quotidiani, che sono agli atti dell’inchiesta della Procura di Agrigento in cui sono indagati
il comandante della Jonio Pietro Marrone e il capo missione Luca Casarini.

«Quello che abbiamo visto è la conferma di un genocidio volontario, determinato dal comportamento del ministro
dell’Interno. Siamo in presenza di una complicità sicuramente morale e politica di strage. I magistrati esistono per accertare se questa  responsabilità politica sia anche giudiziaria». A dirlo è stato il  sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, durante una conferenza stampa a  Palazzo delle Aquile con Mediterranea Saving Humans, tornando a
parlare delle politiche del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, in tema di immigrazione.

«Abbiamo assistito allo stato confusionale di chi dovrebbe coordinare i soccorsi a mare – ha aggiunto -. Sembra di capire che sostanzialmente un italiano subordinato e incapace di reagire agli ordini politici del ministro dell’Interno riempia un modulo che poi un ‘Mustafà’ sedicente ufficiale libico firma. La domanda è: quante volte in mancanza di una nave dell’Ong un gommone è stato fatto affondare  senza che qualcuno scrivesse il modulo per affidare l’incarico di coordinamento a un sedicente ufficiale libico? Siamo in presenza di un disegno eversivo del ministro dell’Interno. Presenterò un esposto alla Corte di giustizia dell’Aja per violazione dei diritti umani; l’avevo presentato un anno e mezzo fa, lo rifarò arricchendolo di nuovi elementi». Così il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, in conferenza stampa assieme alla portavoce e ai legali di Mare Jonio che hanno raccolto in un audio-video le comunicazioni intercorse tra la Guardia Costiera italiana e quella libica il 18 marzo scorso.

«Le clamorose rivelazioni pubblicate oggi da alcuni quotidiani italiani ed europei e da Mediterranea Saving Humans dimostrano ancora una volta di più che cosa sta accadendo effettivamente nella cosiddetta area Sar libica. La
cosiddetta Guardia Costiera libica è in realtà coordinata dalle autorità italiane». Lo afferma Nicola Fratoianni de La Sinistra su quanto emerge oggi dalle comunicazioni intercorse tra la guardia costiera italiana e quella libica prima del soccorso in mare dei 50 naufraghi, poi effettuato dalla Mare Jonio il 18 marzo scorso – si legge in una nota -. Comunicazioni tra ufficiali e che sono agli atti dell’inchiesta della Procura di Agrigento.
«Dunque – prosegue Fratoianni – quello che accade ogni volta che i naufraghi vengono catturati dai libici si configura come un vero e proprio respingimento. Siamo di fronte all’ennesima illegalità compiuta del governo. Contemporaneamente vengono rese note altre rivelazioni sul fatto che nel silenzio più assoluto rappresentanti di questo governo stanno agendo a livello internazionale per cambiare i trattati internazionali sulla navigazione. Chiederemo conto all”esecutivo di tutto ciò – conclude Fratoianni – perché venga al più presto in Parlamento a
rispondere ufficialmente alle nostre interrogazioni. È una situazione ormai non più tollerabile».

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