La crisi è a un passo

Governo: scontro Conte-Lega sullo sblocca cantieri. Il premier se ne va. Casus belli per far saltare il banco?

di Sandro Bennucci - - Cronaca, Economia, il Blog di Sandro Bennucci, Politica, Primo piano

Giuseppe Conte, premier in nove mosse

ROMA – La crisi di governo è a un passo. Poco dopo il messaggio alla Nazione, con il monito che se non c’è accordo fra chi sostiene il governo lui è pronto a salire al Quirinale per dimettersi, Giuseppe Conte si trova in mezzo a un tornado:  la Lega si rifiuta di ritirare l’emendamento che sospende per due anni il codice degli appalti. Si tratta di una proposta di modifica al dl sblocca cantieri arrivata dopo la riunione di governo di martedì scorso per decidere gli emendamenti governativi al provvedimento, ragione per cui il premier Giuseppe Conte aveva chiesto un chiarimento alle due forze di maggioranza. Il viceministro all’Economia, Massimo Garavaglia, raccontano fonti di Palazzo Chigi, incalzato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte a entrare nel merito dello stop momentaneo al codice degli appalti, avrebbe opposto un netto no. Un rifiuto, il suo, che avrebbe generato una forte irritazione nel premier che, a quanto si apprende, avrebbe detto ai presenti: «Allora per me la riunione finisce qui».

«E’ una questione di metodo, così non va bene». E anche: «E’ una cosa che avevamo già archiviato». Il nuovo strappo sull’emendamento allo sblocca cantieri, sullo stop di due anni al codice degli appalti, è nelle parole che avrebbe pronunciato il premier, Giuseppe Conte,  decisamente contrariato, come fanno trapelare fonti di governo. Conte, dopo circa un’ora di discussione con i membri leghisti del governo presenti a Palazzo Chigi, ha alzato le mani, dicendo che non c’erano margini per continuare a discutere. Così è andato via, facendo saltare anche la riunione prevista successivamente sul dl crescita, fermo alla Camera.

A questo punto il decreto sblocca cantieri rischia di non tagliare il traguardo. I tempi per l’approvazione infatti sono strettissimi: 17 giugno la deadline, ma il dl deve passare anche alla Camera. Il sospetto che aleggia ora a Palazzo Chigi è che la Lega stia cercando un casus belli per rompere, e lo sblocca cantieri, col suo percorso accidentato, potrebbe essere la misura giusta per far saltare il banco.

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Sandro Bennucci

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Commenti (1)

  • PIERLUIGI

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    Alle 23 circa di ieri, dopo poche ore di un proclama alla Scalfaro, il primo ministro, visto il solito scontro verificatosi alla sua presenza, doveva andare al Quirinale, farsi ricevere dal presidente (semmai in pigiama come fece Badoglio con un generale americano alla vigilia dell’8 settembre), e rassegnare le dimissioni. Questa è la seconda repubblica?
    Se arriviamo alla terza scoppierà una guerra civile come quella di Spagna del 1936. Così anche il presidente della camera potrà dedicare a qualcuno la festa della repubblica.
    In vita mia non avevo mai visto l’avvicedarsi in breve tempo di tante buffonate.

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