Gravi accuse a Palamara

Giudice Saguto assolto: serve separazione delle carriere, aveva ragione Falcone

di Redazione - - Cronaca

CALTANISSETTA – L’ex presidente della sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto, è stata assolta dal Tribunale di Caltanissetta dall’accusa di abuso d’ufficio perché il fatto non sussiste. L’accusa aveva chiesto la condanna ad un anno e quattro mesi di carcere. Secondo i pm la giudice Saguto, imputata in altri due processi sempre a Caltanissetta, di cui uno per corruzione, avrebbe nominato un coadiutore giudiziario nella gestione di Torre Artale a Trabia. Per i legali di Saguto, che non era in aula, gli avvocati Giuseppe e Ninni Reina, si tratta di un primo riconoscimentoalla legittimità dell’operato della dottoressa Saguto.

«Sono contenta perché la giustizia allora esiste e i giudici continuano a guardarsi le carte come ho sempre fatto io. Ma oggi dico che aveva ragione Falcone quando sosteneva la separazione delle carriere. Allora non lo avevo capito, oggi sì». Lo ha detto all’Adnkronos Silvana Saguto, l’ex Presidente delle misure di prevenzione del Tribunale di Palermo dopo l’assoluzione dall’accusa di abuso d’ufficio a Caltanissetta. «L’accusa non guarda ai fatti veri – dice Saguto dalla sua abitazione a Palermo, dopo avere appreso della sentenza di assoluzione- Questo
era un processo evidente ed. Quando l’imputato fornisce le prove l’accusa deve anche considerare la richiesta di assoluzione, non lo deve ritenere riduttivo per la sua posizione». E aggiunge: «Fu il giudice Palamara a espellermi
dal Csm senza neppure ascoltarmi… Fui estromessa dalla magistratura senza mai essere ascoltata. E, sempre Palamara, che era alla guida dell’Anm mi espulse, anche qui senza sentirmi. Ma mi fece un favore perché abbiamo visto tutti cosa è l’Anm con le sue correnti…. Io non lo sapevo che di quella commissione faceva parte il dottore Palamara – dice – l’ho letto. Era un fatto noto cosa fosse l’Associazione nazionale magistrati».

Se lo affermano gli stessi magistrati vuol dire proprio che in questa categoria c’è molto che non va e ci vorrebbe un intervento per una riforma radicale del sistema, che però è avversata con la scusa di tutelare automonia e indipendenza.

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