Venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 ottobre

Firenze: al Teatro della Pergola Isabelle Huppert è Maria Stuarda, diretta da Robert Wilson

di Roberta Manetti - - Cronaca, Cultura

Isabelle Huppert in «Mary Said What She Said» (foto Lucie Jansch)

FIRENZE – Anteprima di stagione di gran lusso alla Pergola, dove in esclusiva per l’Italia al Teatro della Pergola venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 ottobre la grande attrice francese Isabelle Huppert interpreta Maria Stuarda diretta da Robert Wilson nel monologo «Mary Said What She Said» di Darryl Pinckney con le musiche originali di Ludovico Einaudi.

È il terzo incontro artistico tra la Huppert e Wilson dopo «Orlando» di Virginia Woolf, replicato per vent’anni, dall’89 al 2009, e «Quartett» di Heiner Müller.

Una carriera lunga mezzo secolo, decine di film, sempre a cavallo tra cinema e teatro. Huppert è la grande Dame del cinema francese: Leone d’oro alla carriera alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2005 e Premio alla Carriera alla Festa del Cinema di Roma nel 2018, nella sua filmografia vanta registi come Claude Chabrol, Otto Preminger, Jean-Luc Godard, Mauro Bolognini, Joseph Losey, François Ozon, David O. Russell. È stata «La pianista» per Michael Haneke (Miglior interpretazione femminile al Festival di Cannes nel 2001) ed «Elle» per Paul Verhoeven (nel 2017 Miglior attrice in un film drammatico ai Golden Globe e nomination come Miglior attrice protagonista agli Oscar).

Maria Stuarda nasce nel 1542 e diventa regina di Scozia quando ha soltanto sei giorni. Cresce in esilio, alla corte francese, perché sposa del Delfino di Francia che muore soltanto un anno dopo il Re, suo padre. Nel 1561, Maria è quindi una regina vedova senza figli, diciannovenne, e decide di ritornare in Scozia. Sette anni e due matrimoni dopo, Maria è di nuovo in fuga dal regno di cui è regina: una sovrana cattolica scacciata dai suoi stessi signori nobili, protestanti. Ha cercato rifugio in Inghilterra, dove si aspetta l’aiuto di un’altra regina segnata dalla Storia, Elizabeth Tudor. Invece, la diffidente Elisabetta imprigiona la cugina e si convince che faccia parte di un complotto cattolico per assassinarla, anche se soffre nel vederla processata in estate e condannata a morire già in inverno.

A teatro Isabelle Huppert ha già incontrato Maria Stuarda, nel dramma di Schiller al Royal National Theatre di Londra nel 1996. In «Mary Said What She Said» è sola in scena ed è guidata da Wilson in un vortice di immagini inebrianti che restituiscono una regina che ha combattuto per controllare il suo destino e che il giorno prima della sua esecuzione combatte ancora: lotta cercando la giustizia Divina. L’opera è ambientata nel 1587; l’azione si svolge nel castello di Fotheringhay, nel nord dell’Inghilterra, alla vigilia dell’esecuzione. Il testo ripercorre la sua storia burrascosa: il disastroso matrimonio con Henry Stuart, Lord Darnley, il padre di suo figlio, che era soltanto un bambino quando fu proclamato re al posto di Maria stessa. L’omicidio di Darnley e il successivo matrimonio di Maria col suo amante, James, conte di Bothwell, il principale cospiratore della morte violenta di Darnley, costarono alla regina il suo trono. Ma anche mentre Maria si prepara a morire martire, dopo diciannove anni in cattività, non si incamminerà dolcemente verso la morte. Ha in quel momento una visione di suo figlio, re Giacomo; dicono che le sue labbra erano ancora in movimento quando il boia teneva la testa mozzata in alto.

«Mary Said What She Said» fa parte di un’articolata partnership tra il Teatro della Pergola e il Théâtre de la Ville di Parigi, che prende le mosse dalla condivisione dei valori di fondo che animano le due istituzioni, soprattutto per quanto riguarda il ruolo dei giovani: entrambe condividono un’idea e con essa un rischio culturale reale per costruire il vero teatro del futuro, un teatro che sia realmente europeo. Il Théâtre de la Ville è il primo interlocutore internazionale della Pergola, all’interno di una rete internazionale composta, al momento, dal Teatre Lliure di Barcellona, il Watermill Center di New York, la Norwegian Theater Academy, l’Accademia ArtEZ di Amsterdam, con i quali si è avviato uno scambio di esperienze e progetti per i giovani, grazie a contatti ‘non convenzionali’ con maestri e professionisti, per aprire lo sguardo anche al di fuori dell’ambito teatrale. In questa chiave è da leggere la Carta 18-XXI, il manifesto di principi che mettono al centro quanti hanno compiuto o compiranno 18 anni nel Duemila, promossa dal Théâtre de la Ville, e condivisa con il Lliure, il São Luiz di Lisbona e altri teatri e strutture scientifiche d’Europa. Il tutto sarà al centro di un incontro pubblico tra le istituzioni italiane e francesi venerdì 11 ottobre, alle 15:30, in Palazzo Vecchio (ingresso libero).

Teatro della Pergola di Firenze (via della Pergola 18)

Da venerdi 11 a domenica 13 ottobre (ore 20:45, domenica ore 15:45)

Isabelle Huppert in «Mary said what she said»; regia, scene e luci Robert Wilson, testo Darryl Pinckney, musica Ludovico Einaudi; Théâtre de la Ville – Parigi, coprodotto da Wiener Festwochen – Vienna, Teatro della Pergola – Firenze, Internationaal Theater – Amsterdam, Thalia Theater – Amburgo in collaborazione con EdM Productions, traduzione dall’inglese Fabrice Scott, costumi Jacques Reynaud, co-regia Charles Chemin, collaborazione alla scenografia Annick Lavallée-Benny, collaborazione al disegno luci Xavier Baron, collaborazione alla creazione dei costumi Pascale Paume, collaborazione ai movimenti Fani Sarantari, sound design Nick Sagar, make up design Sylvie Cailler, hair design Jocelyne Milazzo, scene e accessori realizzati da Atelier Espace et Compagnie, costumi realizzati da Atelier Caraco, calzature realizzate da Repetto

Spettacolo in francese con sovratitoli in italiano; in esclusiva per l’Italia

Biglietti da 13 a 37 euro. www.teatrodellapergola.com

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