Colpire i grandi evasori d'imposte su redditi e Iva

Fisco: evasione come la mafia, ci sarà la confisca. E il Carcere

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Economia, Fisco, Politica

Nell’infografica realizzata da Centimetri l’evasione fiscale in Italia. ANSA/CENTIMETRI

ROMA – Il fisco procederà alla confisca di beni «per sproporzione» nel caso di condanna penale per evasione di imposte sui redditi e Iva. E’ una delle norme prevista dalla bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma punta a colpire le organizzazioni criminali che fondano la propria capacità operativa sull’abilità di accumulare, occultare e reimpiegare proventi illeciti. La confisca, che di fatto estende le norme antimafia, scatta quando il condannato non può giustificare la provenienza dei fondi accumulati. La stretta contro l’evasione fiscale, già nelle prime norme indicate nella bozza del decreto fiscale, potrebbe portare in dote alla manovra fino a 3,3 miliardi. Nel testo, di molte misure c’è solo il titolo (ad esempio Imu-Tasi) o manca la quantificazione quindi si tratta di prime stime che potranno aumentare nella stesura definitiva del provvedimento. Al momento il recupero più consistente arriva dalle varie norme sulle compensazioni (circa 1,5 miliardi il primo anno) e dagli interventi contro le frodi sui carburanti (1,1-1,3 miliardi).

Un pacchetto di norme per una stretta sui grandi evasori. E’ questo, a quanto si apprende da fonti M5s, la proposta che il M5s punta a inserire nel decreto sul fisco in dirittura d’arrivo al prossimo Cdm. La proposta segue la scia di quanto affermato oggi dal premier Giuseppe Conte che ha invitato il governo ad avere coraggio contro l’evasione. La bozza prevederebbe di abbassare le soglie già esistenti di punibilità e aumentare le pene fino a otto anni, in modo da aprire le porte del carcere ai grandi evasori.

Vale quasi tre miliardi in tre anni la stretta sulle compensazioni in arrivo con il decreto fiscale collegato alla manovra. Lo prevede uno dei 51 articoli della bozza del decreto fiscale collegato alla manovra. La norma modifica i presupposti per compensare crediti e debiti d’imposta prevedendo la presentazione della dichiarazione per credito sopra i 5 mila euro l’anno e comunque l’obbligo di presentare un F24 tramite i servizi telematici delle Entrate. Il gettito previsto è di 1.084 milioni nel 2020, e 878 milioni nel 2021 e nel 2022.

Occhio del fisco sui ‘trust’ realizzati all’estero in territori a fiscalità privilegiata – i cosiddetti ‘paradisi fiscali’ – da beneficiari italiani. La norma, contenuta nella bozza del decreto fiscale collegato con la manovra, serve ad evitare smagliature elusive alle norme, in particolare nel caso in cui non sia possibile possibile distinguere come considerare le somme ricevute dal beneficiario per i cosiddetti trust ‘opachi’, nei quali il beneficiario riceve reddito o parte del reddito per una scelta discrezionale del trustee (il gestore del trust).

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