Le critiche dell'osservatore Romano

La stampa cattolica e l’immigrazione. anche l’Osservatore Romano critica l’Europa

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

ANSA/ ALESSANDRO DI MEO

La stampa cattolica , dopo la rovinosa caduta di Salvini, ha ripreso ad interessarsi in senso più completo del fenomeno migratorio, esaminando gli aspetti complessi, e deteriori, del sistema e non concentrando la sua attenzione e il suo attacco solo contro il leghista, fiero avversario dei migranti, che tanto premono a Papa Francesco e ai vescovi.
L’Avvenire ha appena ultimato un’ottima inchiesta che dimostra come sia stato il Governo Gentiloni (e non il bieco Salvini) a stringere contatti con i trafficanti di uomini in Libia, e adesso scende in campo anche l’Osservatore Romano, quotidiano della Città del Vaticano, il cui editore è la Segreteria per la comunicazione della Santa Sede. Ma non per questo si può definire organo ufficiale della Santa Sede.

L’ Osservatore Romano dunque osserva che sono stati 11.5oo i migranti arrivati in Grecia, a settembre, il dato più alto dall’entrata in vigore dell’accordo con la Turchia. Il dato è stato sottolineato dal ministro dell’interno della Finlandia, Maria Ohisalo, presidente di turno del Consiglio Ue. Ohisalo è intervenuta a Lussemburgo nell’ambito dell’incontro tra i ministri dell’interno dei paesi Ue dedicato alla discussione dell’accordo sulla ripartizione di migranti raggiunto giorni fa a La Valletta tra Germania, Francia, Italia, Malta.

L’accordo di Malta tra i partner dell’Ue – tanto esaltato (in un primo momento) dal governo giallorosso e dalla stampa omologata –  è stato messo in ombra dal documento presentato da Bulgaria, Grecia e Cipro, «sull’aumento persistente degli arrivi dei migranti sulla rotta del Mediterraneo orientale». tanto che anche il ministro lamorgese ha dovuto fare precipitosa marcia indietro.

Anche il commissario Ue Dimitris Avramopoulos ha confermato: «La situazione è preoccupante». I tre paesi lamentano che «la rotta del Mediterraneo orientale non è stata affrontata adeguatamente, nonostante il fatto che tutte le relazioni confermino la tendenza in aumento persistente degli arrivi in questa regione».

C’è il problema posto dalla Turchia che per tornare a frenare i flussi migratori chiede un miliardo di euro per il 2o2oe adesso minaccia di “liberare oltre 3 milioni di profughi” se l’Europa frenerà il suo attacco alla Siria.

Ma i Paesi procedono sempre più in ordine sparso, molti che si dichiaravano disposti a sottoscrivere il patto stanno facendo retromarcia, impauriti dall’aumento esponenziale degli ingressi nell’ultimo mese, non solo dal Mediterraneo centrale, ma anche nella rotta Balcanica. Proprio per questo, dopo che  i quattro paesi del cosiddetto gruppo di Visegrad, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, si sono confermati nettamente contrari, stanno facendo progressive retromarce anche Francia e Germania, oltre ai paesi del Nord Europa, da sempre non disposti alla ripartizione. Insomma una situazione che, anche agli occhi dei quotidiani cattolici, sembra destinata a peggiorare, confermando l’inutilità di questa Europa a trazione tedesca.

Tag:, ,

Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
Mail