La stampa cattolica e l’immigrazione. anche l’Osservatore Romano critica l’Europa

L’ Osservatore Romano dunque osserva che sono stati 11.5oo i migranti arrivati in Grecia, a settembre, il dato più alto dall’entrata in vigore dell’accordo con la Turchia. Il dato è stato sottolineato dal ministro dell’interno della Finlandia, Maria Ohisalo, presidente di turno del Consiglio Ue. Ohisalo è intervenuta a Lussemburgo nell’ambito dell’incontro tra i ministri dell’interno dei paesi Ue dedicato alla discussione dell’accordo sulla ripartizione di migranti raggiunto giorni fa a La Valletta tra Germania, Francia, Italia, Malta.
L’accordo di Malta tra i partner dell’Ue – tanto esaltato (in un primo momento) dal governo giallorosso e dalla stampa omologata – è stato messo in ombra dal documento presentato da Bulgaria, Grecia e Cipro, «sull’aumento persistente degli arrivi dei migranti sulla rotta del Mediterraneo orientale». tanto che anche il ministro lamorgese ha dovuto fare precipitosa marcia indietro.
Anche il commissario Ue Dimitris Avramopoulos ha confermato: «La situazione è preoccupante». I tre paesi lamentano che «la rotta del Mediterraneo orientale non è stata affrontata adeguatamente, nonostante il fatto che tutte le relazioni confermino la tendenza in aumento persistente degli arrivi in questa regione».
C’è il problema posto dalla Turchia che per tornare a frenare i flussi migratori chiede un miliardo di euro per il 2o2oe adesso minaccia di “liberare oltre 3 milioni di profughi” se l’Europa frenerà il suo attacco alla Siria.
Ma i Paesi procedono sempre più in ordine sparso, molti che si dichiaravano disposti a sottoscrivere il patto stanno facendo retromarcia, impauriti dall’aumento esponenziale degli ingressi nell’ultimo mese, non solo dal Mediterraneo centrale, ma anche nella rotta Balcanica. Proprio per questo, dopo che i quattro paesi del cosiddetto gruppo di Visegrad, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, si sono confermati nettamente contrari, stanno facendo progressive retromarce anche Francia e Germania, oltre ai paesi del Nord Europa, da sempre non disposti alla ripartizione. Insomma una situazione che, anche agli occhi dei quotidiani cattolici, sembra destinata a peggiorare, confermando l’inutilità di questa Europa a trazione tedesca.
