Anche il Var ha sbagliato

Fiorentina battuta dalla Lazio:1-2. L’arbitro concede un gol viziato. Drago para un rigore. Pagelle

di Sandro Bennucci - - Cronaca, il Blog di Sandro Bennucci, Sport, Top News

Ribery e Chiesa: fanno festa dopo il gol del momentaneo pareggio di Federico

FIRENZE – Finisce male, per la Fiorentina: anche per colpa dell’arbitro. Che concede il secondo gol alla Lazio, segnato da Immobile su cross di Lukaku, autore di un netto fallo su Sottil prima di scodellare il pallone vincente sulla testa del centravanti. Protesta a lungo, Pezzella. E viene addirittura ammonito, mentre dal Var non arriva nessuna sconfessione per Guida. Che convalida fra le urla del Franchi. Io ho rivisto tre volte l’azione sul monitor della tribuna stampa. Il fallo c’era. Vorrei che il designatore, Rizzoli, richiamasse Guida e Var. Che fra l’altro potrebbero aver sbagliato anche a danno della Lazio, nel primo tempo, per un fallo da rigore su Lazzari del tutto ignorato. Rischia Ribery: nel concitato finale, si alza dalla panchina e spintona l’assistente dell’arbitro. Guida però ha sbagliato più di tutti. Aggiungo ora un grande elogio a Dragowski cha ha parato il rigore di Caicedo, già, sull’1-2, evitando un passivo più rotondo, che sarebbe stato ingiusto. La Fiorentina avrebbe meritato il pari, ma ha commesso alcuni errori. Anche in difesa, all’inizio, finendo per prendere il gol da Correa. Poi c’è stata una grande reazione, arrivando al pareggio con la straordinaria combinazione Ribery-Chiesa. Ma a metà campo non è mancata molta sofferenza Badelj si è battuto bene, conquistando palloni su palloni e facendo ripartire la squadra, ma nemmeno lui è stato immune da errori. Chiesa? Bello il gol, ma dev’essere più preciso e pronto. Ribery? Grande. Montella lo ha sostituito con Boateng sbagliando. Se proprio lo doveva togliere, avrebbe dovuto inserire Vlahovic. Boateng, a parte, un paio di spunti, è sembrato impacciato poco mobile. Ci sarebbe voluto un attaccante più mobile e vispo in quel momento. Vlahovic appunto. Ma recriminare serve a poco. Ora bisogna pensare alla trasferta con il Sassuolo. Anche Montella deve farsi perdonare.

Castrovilli in azione a metà campo

COMMISSO – E’ appena rientrato da Cesena, Rocco Commisso, dov’era stato a sostenere, invano, le ragazze viola, battute nella finale di Supercoppa femminile dalla Juve. Ma ora è qui, plaudente ed entusiasta, come sempre. E Montella, contrariamente alle dichiarazioni della conferenza stampa pre partita, gli mostra la stessa formazione delle ultime partite. Senza cambiamenti iniziali. E il pronti via è incoraggiante: Ribery va a conquistare un pallone a metà campo, scambia con Chiesa, entra in area, è pressato, ma tira lo stesso: alto. Poco dopo ci prova anche Castrovilli: a lato. Però sinifica che la Fiorentina è viva e aggredisce. Reagisce la Lazio con l inuizioni di Luis Alberto, dopo conciliabolo a bordo campo con Inzaghi. Ma Badelj fa da barriera: pronto su tutti i palloni. E’ motivato contro la squadra che lo ha umiliato in panchina.

CORREA – Al 12′ Lazzari fa paura scendendo sulla destra e mostrandosi ferocemente in area prima di essere sbilanciato (ma solo sbilanciato) da una spinta di Caceres. Si butta in terra, Lazzari: urla che vuole il rigore. Guida gli fa cenno di non insistere. Quindi è Chiesa (15′) che arriva al tiro, ma anche se la posizione è buona la sua conclusione è rasoterra, debole e prevedibile. Ma perchè, da lì, non lascia partire la botta? Al 19′ la Lazio trova un varco, dove si ficca Immobile, ma è palesemente in fuorigioco. Lui la butta dentro lo stesso, con il guardalinee a bandierina alzata. Al 22′ nuovo buco nella difesa, s’incunea Correa che scappa a tutti, aggira Dragowski e la mette dentro. Ancora fuorigioco? Il dubbio c’è. L’arbitro si consulta con il Var, qualche secondo di consultazione e quindi il verdetto: è gol. Personalmente mantengo dubbi, anche rivedendo il monitor.

CHIESA – Si riparte dallo zero a uno. La difesa non è immune da pecche. Ma la Fiorentina non si perde d’animo. Al contrario sembra punta dalla tarantola. Una tarantola di nome Franck. Infatti è Ribery che scatta a sinistra, nessuno riesce a prenderlo e lui mette al centro un pallone che Chiesa non può mancare. Federico va incontro alla sfera, quasi l’accarezza eppoi la spedisce in rete a fil di palo, alla destra di Strakosha. E’ il secondo gol di Chiesa in campionato. Sarebbe stato il terzo, se contro l’Atalanta la Lega non lo avesse considerato autorete di Palomino. In ogni caso, ecco la reazione che mi piace, ecco la Fiorentina aggressiva e rabbiosa che vorrei sempre vedere.

CACERES – La partita è piacevole, ma non mancano errori negli appoggi. Anche lo stesso Franck non è immune da qualche svarione. Bazzecole. Il vero problema vero arriva al 38′: Caceres s’infortuna. Non ce la fa a continuare: esce fra gli applausi. Entra Ranieri. Compito non facile per lui: da quella parte la Lazio è pericolosa, anche per le scorribande di Lazzari, imbeccato spesso dal piede sapiente di Milinkovic Savic. Appena entrato, Ranieri contrasta Lulica: il laziale è colpito alla testa. Deve uscire: torna in campo con la testa vistosamente fasciata. Dalla curva sale un coro contro il Pisa. Motivo? Uno striscione durante il derby con i livornesi. Quindi giallo per il ferito Lulic, protagonista di un fallo cattivo, da dietro, su Pulgar. Poteva starci anche il rosso per la premeditazione. Sale in cattedra Milan Badelj: contrasta, conquista palloni su palloni e fa ripartire con sapienza l’azione viola. Applausi per lui quando finisce il primo tempo.

DRAGOWSKI – Batticuore in avvio di ripresa: Ranieri, pressato, si libera del pallone con un retropassaggio a Dragowski che assomiglia a un tiro: Il portiere deve salvarsi buttando il pallone in fallo laterale. Poi è l’arbitro con sbaglia non punendo uno spintone a tre quarti campo su Castrovilli, lanciato verso l’area laziale. All’8′ la Lazio si salva a stento: lancio millimetrico di Dalbert per Lirola anticipato proprio davanti a Strakosha. Quindi fischiata per Milinkovic Savic, sostituito da Parolo. Standing ovation alla rovescia per Milinkovic Savic: i tifosi viola non dimenticano il suo dietrofront, con dirottamento su Roma, sponda biancazzurra, dopo essersi promesso alla Fiorentina. Al 13′ Chiesa si vede passare il pallone davanti in area e non lo prende, dopo un ottimo spunto di Lirola. Un attimo dopo è Dragowski a volare e a deviare una gran bordata di Lulic. Che poi esce, lasciando il posto a Lukaku. Cambio anche fra i viola: fuori Lirola e dentro Sottil.

HAMRIN – La Lazio prende campo e spinge. La Fiorentina va in ripartenza. Con chi? L’imprendibile Ribery, che con quel numero 7 e quei passettini mi ricorda Kurt Hanrin, piccolo, sgusciante e letale come lui. A 36 anni, Ribery lo si rtrova in ogni zona del campo, pronto a mettere i suoi piedi sapinti al servizio di ogni compagno con il pallone. Lo buttano in terra in area, Ribery, 25. Spintone., L’arbitro dice che non è nulla. Dal Var nulla. Si arrabbia e continua a correre, Franck. Fino al 29′, quando Montella decide di farlo uscire, sempre fra gli applausi, per provare a vincere la partita con Boateng. Che non s’intende subito con i compagni: prima lo cercano e non lo trovano, poi fa un movimento sbagliato perdendo il pallone. Volete un parere? Avrei inserito Vlahovic.

IMMOBILE – Boateng, apparentemente, mi smentisce subito: con uno scatto e un gioco di gambe da campione, capace di mettere in condizione Castrovilli di tirare. Pallone basso, non difficile per Strakosha. Però quello di Boateng è un fuoco di paglia.Nella Lazio, intanto, Caicedo subentra a Correa. La Lazio preme, ma la Fiorentina se la cava in difesa, anche senon senza affanno. Poi Chiesa fa imbufalire il Franchi: non sfrutta due palloni facili. Due azioni consecutive sfumate. Peccato. Anche perchè la Lazio segna. Ma il gol è viziato da un netto fallo di Lukaku su Sottil. Lukaku continua l’azione sulla sinistra, scodella il pallone al centro per Immobile che lo inzucca bene e lo spedisce in rete. Protestano i viola. Pezzella richiama l’arbitro. Che sembra si consulti con il Var. Gioco fermo a lungo. Poi Guida convalida. Pezzella protesta. Ammonito. Cinque minuti di recupero. Ma la frittata è fatta. E Ranieri la rivolta deviando il pallone in area con il braccio. Rosso e rigore. Batte Caicedo: Dragowski intuisce e para con un tuffo sulla sinistra. Ma siamo al 48′. E non c’è più tempo.

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Sandro Bennucci

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