Fermato dalla polizia

Torino, rogo Cavallerizza: fermato un cittadino marocchino, rintracciato fra i clochard a Genova

di Redazione - - Cronaca, Cultura, Economia

TORINO – E’ uno straniero con passaporto marocchino l’uomo fermato ieri a Genova, con forti indizi di colpevolezza per l’incendio scoppiato lo scorso 21 ottobre nell’area dei Granai alla Cavallerizza di Torino. L’uomo e’ stato individuato durante un controllo nella citta’ della Lanterna. All’indomani del rogo era stato sentito dalla polizia poiche’ attenzionato per un’indagine legata a un furto di energia elettrica nell’area della Cavallerizza. Durante l’interrogatorio, l’uomo senza fissa dimora, aveva ammesso di dormire occasionalmente nella struttura abbandonata, ma di non averlo fatto nelle ore antecedenti all’incendio. Una versione pero’ smentita dalle telecamere installate dalla polizia, che indaga sempre alla Cavallerizza per attivita’ di spaccio di droga.

Dai filmati emerge come l’uomo la notte del rogo, entra nella Cavallerizza attraverso una porta, nota come Tempietto, e versa un liquido tentando di appiccare un fuoco. Non ci riesce, e ritenta un paio d’ore dopo, quando poi lo si vede allontanarsi precipitosamente.

Il fermato ha passaporto marocchino ma e’ nato nel 1981 in Spagna. Vive in Italia da tempo e aveva dei precedenti ma di minima rilevanza. Ha vissuto in varie parti del Paese ed e’ stato individuato perche’ quando fu sentito dalla polizia nelle ore successive al rogo era ancora vestito come al momento in cui ha appiccato il rogo ed e’ stato immortalato dalle due telecamere che la procura aveva installato per monitorare le attivita’ di spaccio di stupefacenti che si svolgevano dentro la Cavallerizza. Nei giorni scorsi, incrociando proprio le immagini del momento in cui l’uomo appicca al fuoco, alle foto che erano state scattate agli interrogati, si e’ capito chi era il responsabile. A quel punto l’uomo e’ stato attenzionato e individuato a Genova in un luogo di ritrovo dei clochard ieri sera.

 

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