Arrivano a frotte, anzi a flotte le navi Ong

Migranti: Open Arms ne porta altri 62 a Taranto, l’ok di Lamorgese. Aita Mari approda a Pozzallo

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

ROMA – Dopo le richieste assillanti, che dipingevano una situazione tragica a bordo, viene assegnato Taranto come porto di sbarco per le 62 persone a bordo Open Arms. Arrivano a flotte le navi Ong col governo giallorosso. «Impossibile muoverci prima di domani a causa condizioni meteo», scrive sul suo profilo twitter l’organizzazione non governativa.

«A bordo abbiamo una situazione molto critica, abbiamo un ragazzo a cui hanno sparato. Dobbiamo richiedere l’evacuazione. Abbiamo anche persone con delle forti ustioni dovute alla benzina, abbiamo 26 minori in totale di cui 24 non accompagnati». Queste le parole di Riccardo Gatti, capo missione di Open Arms, l’imbarcazione che nei giorni scorsi ha tratto in salvo 73 persone. «Stamattina siamo ormai nella zona della costa orientale siciliana. Siamo dovuti venire a proteggerci dal maltempo – continua -. Abbiamo ricevuto l’autorizzazione ad entrare nelle acque territoriali italiane per poterci mettere al riparo». 11 sono stati già evacuati, ne mancano dunque 62 che non andranno ad aumentare il peso in Sicilia, ma sbarcheranno a Taranto, già angustiata dai problemi dell ex ‘Ilva. Agli zoppi grucciate.

E’ stata intanto avviata la procedura per la ricollocazione a livello europeo dei migranti a bordo delle navi della Open Arms e della Aita Mari. La richiesta di ridistribuzione- si legge in una nota del Viminale – e’ stata presentatacongiuntamente dai quattro Paesi che hanno condiviso ilpre-accordo de La Valletta: Italia, Germania, Francia e Malta. Sulla scorta di tale richiesta, Taranto e Pozzallo sono stati individuati come porti di sbarco per i migranti a bordo,rispettivamente, della Open Arms e della Aita Mari.

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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