Ci sono 42 regimi pensionistici diversi

Macron riforma le pensioni, ma il rischio povertà dei pensionati francesi è il più basso in Europa

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Politica

Continuano in Francia gli scioperi di diverse categorie contro la riforma delle pensioni. Sindacati e governo restano lontani da un accordo e la protesta dimostra che riformare la giungla di quel sistema pensionistico è tanto necessario quanto complicato. La Francia spende il 14 per cento del Pil per le pensioni e si piazza al terzo posto in Europa dopo Italia e Grecia che spendono più del 16%.

Un esame puntuale di Nicolò Bertoncello, pubblicato sul periodico online lavoce.info ci ricorda che la riforma del sistema pensionistico fu uno dei punti forti del programma elettorale per la campagna presidenziale di Emmanuel Macron, che nel 2017 prometteva di voler arrivare a un sistema universale, dove ogni euro versato darà a tutti agli stessi diritti. Oggi in Francia esistono 42 diversi regimi pensionistici obbligatori. La presenza di tanti regimi pensionistici, insieme all’esistenza di diverse casse di risparmio, crea una vera e propria giungla pensionistica, che porta molte persone ad avere, a fine carriera, più di una pensione. Basti pensare che in media i pensionati francesi percepiscono 2,5 pensioni ciascuno.
La proposta di Macron è quindi volta a risolvere il problema inserendo un sistema universale a punti. Per ogni ora di lavoro effettuata verranno assegnati punti che varieranno da professione a professione. A fine carriera, i punti accumulati saranno usati per determinare l’importo dell’assegno mensile da ricevere.tto di concessioni clientelari accumulate negli anni.

Il punto contestato della riforma è l’idea di età pivot, o età di equilibrio, fissata a 64 anni, collegata a un meccanismo di bonus-malus: la riforma prevede pensioni anticipate, a condizione che ci sia una riduzione del 5 per cento per anno dell’assegno che si riceverà. Al contrario, ogni anno di ritardo e quindi di lavoro in più (e di contributi) verrà premiato con un aumento del 5 per cento sull’importo della pensione. Una mossa che sembra voler spingere i cittadini a ritardare il pensionamento e che ha fatto infuriare i sindacati. Ma neppure la popolazione crede alla bontà della riforma, un recente sondaggio Ifop ha mostrato che il 76 per cento dei francesi è favorevole a una riforma del sistema pensionistico, ma il 64 crede che non ci si debba fidare di Macron e Philippe per portarla a termine.

Il sistema della previdenza sociale in Francia si avvia verso un deficit che potrebbe arrivare tra 7,9 miliardi e 17,2 miliardi nel 2025, secondo un recente report del Conseil d’orientation des retraites (Cor). Motivo per cui, secondo il governo, è importante agire ora. Eppure il rischio povertà per i pensionati in Francia è il più basso in Europa, a dimostrazione del fatto che il sistema, almeno da questo punto di vista, funziona.

Proprio per questo ogni riforma va attentamente meditata e presentata correttamente alle parti sociali. Ne va del futuro della Francia…. e di Macron.

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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