Il conclave del Partito Democratico

Zingaretti in convento col Pd: anche in caso di sconfitta alle regionali il Governo va avanti

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Top News

RIETI – Il Pd va in convento, portato dal segretario Zingaretti, per serrare le fila e richiamare all’ordine alleati e dissidenti interni. Con Renzi però l’operazione si presenta davvero complicata, visto che il rottamatore ha già annunciato che Italia Viva, nelle prossime elezioni regionali in Puglia, presenterà un suo candidato e non appoggerà Emiliano, il governatore uscente.

Bisogna stringere i bulloni dell’alleanza per dargli respiro al 2023 e per questo il Pd va in conclave per discutere proposte sul fisco, sul lavoro, sulla cittadinanza, sull’economia verde. E chiede a Conte di non rinviare le cose da fare. Un messaggio, concordato da Zingaretti, Franceschini, Orlando e tutti i big Pd, in quello che si potrebbe chiamare il patto dell’Abbazia di San Patrizio, un lussuoso resort vicino Rieti dove il Pd ha deciso di rilanciare la sua azione di governo.

Unica voce dissonante che parla del partito quella del ministro Lorenzo Guerini. «Non basta la protezione sociale, ma ci vuole anche la crescita economica. E non possiamo essere una pagina di una storia di uno solo dei partiti fondatori», ovvero dei Ds e non dei cattolici della ex Margherita: quindi non possiamo rappresentare le istanze solo della sinistra, ammonisce il leader della corrente di ex renziani.

Si attende il 26 gennaio quando si voterà in Emilia e in Calabria. E l’offerta a Conte di un patto di legislatura suona come un mettere le mani avanti. Ma se si perdesse, Zingaretti sarebbe messo in croce e il congresso che dovrebbe rifondareil Pd diventerebbe tutt’altra cosa, un processo alla segreteria. Gli ex renziani già hanno messo in pista Giorgio Gori (anche lui al seminario insieme a sindaci, ministri e parlamentari) come sfidante per la segreteria. In caso di sconfitta, il terremoto nel Pd farebbe tremare il governo. Ma il tacito accordo nel partito è che se si perdesse in Emilia non si andrà a votare. Tantomeno se si vincesse si potrebbe cedere alla tentazione di capitalizzare e andare alle urne rischiando di perdere il governo.

Nella vittoria in Emilia crede fermamente Zingaretti e Andrea Orlando spiega: «Vogliamo ragionare di come questo governo può durare fino al 2023, proporremo il sostegno ai salari uguali per uomini e donne, mentre sui decreti sicurezza di Salvini, si dovrà discutere con i cinque stelle». «La modifica di quei decreti – calca la mano Delrio – è un atto dovuto. Magari l’abrogazione spaventa i cinque stelle e l’importante è cominciare a modificarli».

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Paolo Padoin

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già Prefetto di Firenze
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