Voto in Aula

Salvini sarà processato per il caso Gregoretti: via libera del Senato. L’ex ministro: «Tutto il governo era d’accordo»

di Ernesto Giusti - - Cronaca, Politica, Primo piano

ROMA – Matteo Salvini sarà processato per il caso Gregoretti. E lui accetta di buon grado il giudizio. Disco verde, dunque, dell’Aula del Senato alla richiesta del tribunale dei ministri di Catania che ha chiesto il via libera per il processo a Mattia Salvini, per il caso Gregoretti.  L’Aula di Palazzo Madama ha respinto l’ordine del giorno presentato da Forza Italia e Fratelli d’Italia, che chiedeva il voto per ribaltare quanto deciso in Giunta per le autorizzazione di Palazzo Madama.

Dopo la prima tornata di votazioni – con la possibilità per i senatori di esprimersi fino alle 19 – nel tabellone luminoso il numero di luci rosse e quello di colore verde mostrerebbero come l’odg per negare il processo a Salvini sia respinto, considerando come i 60 voti dei leghisti non sono stati espressi. I no all’odg, con la luce rossa sarebbero attualmente 147, a fronte di 70 a favore del testo delle opposizioni. Fdi e Fi hanno votato contro il processo, sì invece, come
previsto da M5S, Pd e Leu.

Salvini ha detto: «Quando il presidente del Consiglio, che avrebbe dovuto fermare questo pericoloso delinquente, dice che prima bisogna ricollocare e poi far sbarcare, io non chiamerò nessuno come correo, ma credo che in quell’aula qualcuno sarà chiamato a rispondere».  Per Salvin i, dunque, la scelta del governo fu collegiale. Ancora l’ex ministro: «La difesa della patria è un sacro dovere, ritengo di aver difeso la mia patria, non chiedo un premio per questo ma se ci deve essere un processo che ci sia. In quell’aula non andrò a difendermi ma a rivendicare quello che, non da solo, ma collegialmente, abbiamo
fatto. Chi votava Lega sapeva che avrei fatto di tutto per bloccare i flussi dei migranti clandestini. Lo abbiamo fatto insieme ai 5 stelle e le dichiarazioni di quei giorni di Toninelli, Bonafede e Di Maio lo testimoniano. Son o dichiarazioni del 28, 30 e 31 luglio. O c’erano ed erano d’accordo, o c’erano e non hanno capito. E sarebbe ancora più grave».

L’intervento dell’ex ministro dell’Interno ha chiuso la discussione generale sulla vicenda Gregoretti nell’Aula del Senato.  «Pronto per intervenire, a testa alta e con la coscienza pulita di chi ha difeso la sua terra e la sua gente. Se un uomo non è disposto a lottare per le proprie idee, o le sue idee non valgono nulla, o non vale nulla lui», ha scritto su twitter il leader della Lega Matteo Salvini, citando una frase del poeta Ezra Pound. dal Senato.

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Ernesto Giusti

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