L'intervento di polizia e carabinieri

Coronavirus: rivolta in carcere anche a Prato. Celle in fiamme

di Redazione - - Approfondimento, Cronaca, Politica

Il carcere della Dogaia di Prato

Il carcere della Dogaia, a Prato

PRATO – Detenuti pronti alla guerriglia anche a Prato, in seguito alle restrizioni sull’emergenza coronavirus. Una rivolta è in corso nel carcere. Polizia e carabinieri hanno cinturato la zona del penitenziario mentre un elicottero ha sorvolato a bassa quota la struttura. Celle sono state messe a fuoco. Dall’esterno si sentono le grida «indulto e libertà». La protesta è cominciata in mattinata, in una sezione. Quando sembrava circoscritta, invece, è ripartita e si è estesa ad altre aree della struttura.

I disordini, si è appreso dal prefetto Rosalba Scialla, riguardano il settore di media sicurezza, non tutti i detenuti partecipano alla rivolta, inoltre risulta che un gruppo abbia cercando di sfondare un cancello esterno al loro reparto. Il cancello dà accesso a un cortile che, comunque, resta dentro la struttura. Verso le 14 sarebbe iniziata una trattativa cui partecipano dirigenti della polizia penitenziaria e della polizia di Stato, e reclusi che protestano. L’obiettivo è di farli rientrare, intanto, nelle celle.

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