Prato: fatture false e fraudolente. Denunciati 7 imprenditori cinesi

PRATO – Sono accusati di riciclaggio di denaro proveniente da violazioni tributarie. Con la denuncia di sette cinesi si è conclusa un’operazione del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza di Prato, che ha condotto una verifica fiscale nei confronti di un’impresa pratese operante nel settore del commercio all’ingrosso di capi di abbigliamento. L’amministratore della ditta è stato denunciato alla Procura della Repubblica per il reato di dichiarazione fraudolenta mentre altri sei per l’emissione di fatture per operazioni inesistenti. L’attività di servizio è scaturita da un’articolata indagine di polizia giudiziaria, avviata da un altro reparto del corpo della Gdf, che ha permesso di acquisire elementi probatori in ordine a un’associazione per delinquere dedita al riciclaggio di denaro proveniente da violazioni tributarie. In questo contesto è risultato frequente il ricorso ad imprese cosiddette ‘apri e chiudi’, ovvero soggetti economici caratterizzati da un’esistenza alquanto limitata e da operazioni ad elevato rischio di evasione attraverso comportamenti fraudolenti (false fatturazioni, frodi, ecc.) dal punto di vista fiscale e contributivo.

Tra le imprese che hanno fruito del sistema illecito, la società con sede a Prato, nei cui confronti la verifica eseguita dal nucleo Pef ha fatto emergere un’ingente evasione fiscale determinata per lo più dalla contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti e dalla sottrazione dall’imposizione di ricavi per
consistenti importi. La verifica si è conclusa con il recupero a tassazione, ai fini delle imposte dirette, di circa 7 milioni di euro e con la constatazione di
un’evasione di Iva per oltre 4,5 milioni di euro.

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