Le previsioni di primavera della Commissione

Commissione Ue: previsioni economiche, calo Pil eurozona -7,7%, in Italia -9,5%

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica, Primo piano

Paolo Gentiloni

Nonostante una risposta politica rapida e completa sia a livello UE che nazionale, quest’anno l’economia europea subirà una recessione di dimensioni storiche”. Lo scrive la Commissione UE nelle previsioni economiche di primavera, rese note in questi minuti che certificano per il nostro Paese un crollo del PIL del 9,5% per il 2020.

Per l’Eurozona il calo nel 2020 sarà del 7,7% e per l’Ue del 7,4%, ma nel 2021 è previsto un rimbalzo importante: +6,3% nella zona euro e +6,1% nell’Unione. Rispetto alle previsioni autunnali, i dati sono stati rivisti al ribasso di circa 9 punti.

Lo shock per l’economia dell’UE è simmetrico, sottolinea la Commissione in quanto la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma si prevede che sia il calo della produzione nel 2020 che la spinta del rimbalzo nel 2021 avverranno con differenze profonde fra gli Stati membri. La ripresa economica di ciascuno Stato membro dipenderà non solo dall’evoluzione della pandemia in quel Paese, ma anche sulla struttura della sua economia e della sua capacità di rispondere con politiche di stabilizzazione.

Nell’anno in corso sarà la Grecia, tra i Paesi UE, a registrare il maggiore crollo del PIL con una flessione del 9,7% ma l’Italia (-9,5%) si piazzerà comunque in seconda posizione. Al terzo posto la Spagna (-9,4%) mentre la Francia registrerà il quinto maggior calo (-8,2%). La Germania dovrebbe invece cavarsela con una flessione del 6,5% classificandosi 18ma nell’Ue dove sarà la Polonia (-4,3%) a subire il danno minore.

Gentiloni, commentando questi dati, ha poi fatto riferimento anche al fondo europeo MES che secondo lui «rappresenta certamente una opportunità con la nuova linea di credito sulle spese sanitari e nella pandemia di Coronavirus e certamente i Paesi che hanno i tassi di interesse più elevati, come Italia e Spagna potrebbero essere più interessati di altri a valutarlo, ma la decisione se farvi ricorso o meno spetta ai Governi. Come Commissione europea si procederà a formalizzarne la disponibilità a tutti gli Stati membri, poi spetterà a loro decidere se usare le linee di credito o o no. Come sapete in Italia ci sta una discussione sul tema, non sta alla Commissione dare una opinione».

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già Prefetto di Firenze
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