Sindacati confederali e autonomi su posizioni diverse

Pensioni, si riapre il confronto col governo, ma i sindacati attendono proposte più concrete

di Camillo Cipriani - - Cronaca, Economia, Lente d'Ingrandimento, Pensioni, Politica

La ministra del Lavoro Nunzia Catalfo durante il tavolo sulla riforma del sistema pensionistico con i sindacati ANSA/ANGELO CARCONI

Si riapre il cantiere sulla riforma delle pensioni tra governo e sindacati. Dopo il lungo lockdown causa Covid, infatti, l’incontro tra i segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, altri sindacati e il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, si è chiuso, a quanto si apprende, con la conferma da parte del governo di voler ragionare su alcuni interventi: proroga ed ampliamento della platea dell’ape sociale e proroga di Opzione donna mentre sul tavolo l’esecutivo ha messo anche la disponibilità a ragionare della possibilità di lasciareil lavoro a quota 41 per quei lavoratori cosiddetti fragili. Apertura anche sui contratti di espansione e sulla previdenza integrativa. Per quest’ultima ci sarebbe l’impegno del Governo a lavorare sul silenzio assenso (sei mesi). Focus anche sulla rivalutazione del montante pensionistico per evitare che, in caso di Pil negativo, la mancata crescita impatti sull’assegno. Altri 4 i round che attendono prossimamente governo e sindacati, dalla data da definire: il primo sull’Ape social , esodati e opzione donna; il secondo sull’isopensione e i contratti di espansione; il terzo sulla previdenza complementare; il quarto sulle pensioni in essere. Il ministro, spiegano fonti sindacali, avrebbe anche confermato il via libera del governo alle 2 commissioni tecniche istituite ma poi bloccate dallo stop imposto dal Covid, che a breve potranno dunque decollare: la prima sulla separazione tra previdenza e assistenza; la seconda sulla speranza di vita in rapporto ai lavoratori gravosi.

Il pacchetto di interventi delineati troveranno spazio, avrebbe confermato ancora Catalfo, nella prossima legge di bilancio. E i 4 nuovi appuntamenti serviranno ad una delegazione ristretta tra sindacati e governo per iniziare a scrivere un testo da inserire appunto nella prossima ‘finanziaria’. Un intervento più strutturale invece sarà disegnato dall’incontro già fissato il 25 settembre: sarà in quell’occasione che Cgil, Cisl e Uil e il ministro Catalfo riprenderanno in mano dossier caldi e delicati: flessibilità nell’accesso alle pensioni, pensioni di garanzia per i giovani e valorizzazione della maternità e del lavoro di cura per il pensionamento delle donne.

Giudizi in chiaroscuro dei sindacati:

UIL – L’incontro con il governo e’ stato positivo: la ministra Catalfo si e’ impegnata a prorogare l’Ape sociale con un ampliamento della platea dei beneficiari e a prorogare opzione donna. C’e’ stata un’apertura volta a facilitare l’accesso a quota41 per i lavoratori precoci. C’e’ l’impegno a equiparare il part-time verticale a quello orizzontale per l’accesso alla pensione. Positiva la proposta della staffetta generazionale e la gestione delle crisi aziendali con alcuni correttivi al contratto di espansione”. Cosi’ Domenico Proietti, segretario confederale della Uil.  “Sulla rivalutazione delle pensioni, noi abbiamo chiesto di estendere la quattordicesima ai pensionati con redditi fino 1.500 euro mensili. Abbiamo poi proposto che il 2021 diventi l’anno del rilancio delle adesioni alla previdenza complementare, attraverso una campagna istituzionale di informazione e un semestre di silenzio assenso. Sull’insieme di questi temi – aggiunge – e’necessario procedere ad approfondimenti per definire nel dettaglio i provvedimenti da proporre. Infine, pur dando atto alla ministra Catalfo dell’impegno per istituire le commissioni istituzionali per separare la spesa assistenziale da quella previdenziale e quella per individuare le mansioni gravose o usuranti, che sembrano in dirittura di arrivo, abbiamo sottolineato l’imbarazzante ritardo provocato dai vari passaggi burocratici amministrativi”, conclude Proietti

CISL – Incontro positivo ma ancora interlocutorio, sarà indispensabile scendere nel dettaglio delle proposte del Ministro del Lavoro”. Non si sbilancia il segretario confederale Cisl, Ignazio Ganga, sulla disponibilità mostrata da Catalfo, al tavolo sulle pensioni con i sindacati che oggi ha trattato”provvedimenti urgenti da inserire nella prossima legge di bilancio per fronteggiare l’attuale crisi economica e sociale” mentre discuterà “delle misure da mettere in campo per la riforma complessiva” il prossimo 25 settembre. Il governo ha ribadito tra l’altro, spiega ancora Ganga, “che quota 100 non verrà toccata fino alla scadenza naturale del 2021 né verranno introdotti meccanismi penalizzanti” e che a breve saranno ‘attivate’ le due Commissioni di studio annunciate prima del lockdown che il sindacato, prosegue, “auspica possano fornire dati e valutazioni utili al lavoro che il Governo con le parti sociali dovrà fare nei prossimi mesi”. Rispetto all’immediato, dunque, elenca ancora Ganga “il Governo ha comunicato di voler prorogare Ape sociale e opzione donna, misure che la Cisl ha chiesto vengano invece rese strutturali da subito e su questo aspetto la Ministra ha dato la disponibilità a discuterne nell’ambito del ragionamento sulla riforma generale del sistema”. Sull’Ape sociale il Governo intenderebbe “allargare il perimetro di accesso allo strumento ai lavoratori disoccupati non coperti dalla Naspi e ai lavoratori fragili” per il quale la Cis ha ribadito “la necessità di semplificare le procedure di accesso che hanno presentatocriticità, in particolare per quanto riguarda l’identificazione dei codici Istat rispetto ai lavori gravosi ed evitare il meccanismo di spesa rigido che di fatto limita gli accessi”.

CGIL – Sono emerse alcune prime importanti disponibilità del Governo a cui ora occorre dare concretezza”. Così il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli commenta al termine l’incontro con ministero del Lavoro sulle pensioni. ”Il Ministro Catalfo, come richiesto dal sindacato, si è impegnato a prevedere nella prossima legge di bilancio sia la proroga dell’Ape sociale, con un possibile ampliamento della platea ai disoccupati e ailavoratori con patologie invalidanti più esposti al rischio Covid, siaquella di Opzione donna. Ha annunciato inoltre – prosegue – un intervento per rafforzare la norma sui lavoratori precoci e la risoluzione dell’importante problema della copertura previdenziale deipart-time verticali, che sono soprattutto donne e giovani, e dei lavoratori esattoriali”. Per quanto concerne gli esodati, prosegue Ghiselli, ” il Ministro ha comunicato che l’Inps ha effettuato un approfondimento relativo alla platea, ma non si è impegnato nel dare risposte concrete se non la disponibilità a proseguire il confronto”. Inoltre, aggiunge, “rispondendo ad una richiesta del sindacato, ha comunicato che si sta esaminando in sede tecnica il problema della rivalutazione del montante nel periodo di Pil negativo, per non compromettere i rendimenti futuri delle pensioni. Per Ghiselli è anche ”importante” l’orientamento del Governo ad estendere anche ai lavoratori delle imprese con meno di 1000 dipendenti i contratti di solidarietà espansiva per accompagnare le persone dal lavoro alla pensione, creando opportunità occupazionali per i giovani.

Posizioni completamente diverse dagli altri sindacati:

CIDA – Chiediamo alla Ministra del Lavoro Catalfo di semplificare la discussione ponendo fine ai tavoli sindacali separati anche perché si conoscono ancora prima di iniziare le proposte e le conclusioni del tavolo precedente dalla stampa. Non è più accettabile continuare con metodi divisivi e ipotesi ottocentesche o con pseudo proposte basate solo su aritmetiche differenze rispetto a fallimentari sistemi precedenti”. Questa la posizione sul tema pensioni di Codirp, la Confederazione dei dirigenti pubblici, espressa dalla segretaria generale, Tiziana Cignarelli.

USB – Usb deluso dall’incontro con il governo sulle pensioni dopo la lunga interruzione legata all’emergenza Covid. “Negativa” , dicono in una nota, la mancata presenza della ministra Nunzia Catalfo ad un tavolo “ancora una volta programmato in via separata con le diverse organizzazioni sindacali”. Non solo, però. “Anche gli argomenti posti all’ordine del giorno fanno registrare un deciso passo indietro, rispetto al confronto avviato prima dell’emergenza”, denuncia ancora l’Usb. “Si torna a parlare di singoli aspetti come, l’assurda proposizione della previdenza complementare ed il silenzio assenso, argomento datato ormai da venti anni, o la prosecuzione dei sistemi di flessibiltà, ”Opzione Donna”, ”Ape Social”, Lavori Usuranti, ipotizzando interventi parziali e comunque condizionati dalle compatibilità economiche, che dovranno essere considerate per la predisposizione della nuova legge di bilancio. Altra scelta singolare del governo è rappresentata dalla risibile staffetta generazionale che consisterebbe nel proporre il part ime agli anziani per assumere giovani precari e senza diritti”, sono le critiche rivolte ai temi affrontati mentre “nessuna risposta è arrivata alle proposte presentate nei precedenti incontri”.

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