Firenze: al Teatro del Maggio Musicale va in scena il «Nabucco» con Plácido Domingo

Domingo in una prova del «Nabucco»

FIRENZE – Domenica 4 ottobre alle 20 debutta al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino il «Nabucco» di Giuseppe Verdi con un protagonista di gran fama: Plácido Domingo.

Sono pochi quelli che possono dire di averlo visto sul palco del Maggio, perché non canta a Firenze dal 1971, quando fu Calaf nella «Turandot». La notorietà mondiale e duratura l’ha conquistata durante la lunga carriera da tenore, al cui termine ne ha iniziata una nuova da baritono, che porta avanti ancora, a 79 anni. Un fisico d’acciaio, tant’è che ha superato anche il covid-19 preso in forma sintomatica ad Acapulco, in Messico, dove rimase per tutta la convalescenza, annullando gli impegni europei compreso quello che aveva a Firenze, per interpretare Giorgio Germont nella «Traviata» in forma di concerto alla cavea lo scorso luglio. Ha affrontato ormai più volte il ruolo di Nabucco, nel quale con l’arte di grande interprete riesce a far dimenticare che il timbro è sempre forse più tenorile (ma già prima inclinava all’Heldentenor o al il “tenore robusto” che Verdi pensò per Otello: non per nulla quest’ultimo ruolo è stato un suo cavallo di battaglia per un quarto di secolo) che baritonale.

Con lui un manipolo di star della lirica: María José Siri che debutta Abigaille, Fabio Sartori (che a fine novembre tornerà come Otello, e ne approfitta per avere qualche buona dritta da Domingo) e Alexander Vinogradov;  sul podio dell’Orchestra e del Coro del Maggio c’è Paolo Carignani. 

«Non mi era mai capitato in tutta la vita di stare per sei mesi lontano dalle scene e sono molto felice di riprendere l’attività da Firenze e dal Teatro del Maggio – ha detto Domingo -. È un ambiente straordinario, e siamo molto tranquilli perché ci viene garantita la possibilità di lavorare in sicurezza. Non si può chiedere di meglio, il Maggio è un’orchestra filarmonica straordinaria e il coro è una delle stelle di questa compagnia.

L’allestimento di Leo Muscato, ripreso per la nona volta in assoluto e per la terza a Firenze, è stato adattato alle nuove contingenze: le azioni corali saranno necessariamente più statiche, lo spazio scenico è stato triplicato per far rispettare le distanze (ognuno ha il posto segnato a terra col nastro adesivo), i coristi avranno la mascherina per quando i movimenti li porteranno ad avvicinarsi, ma la tireranno giù per cantare (distanziati) e bisognerà che il pubblico sia avvertito dell’impossibilità di usare i camerini per i cambi d’abito e trucco: ogni corista potrà avere un solo costume dall’inizio alla fine e così succederà che per il celeberrimo «Va’ pensiero» nelle retrovie ci sarà qualcuno vestito da babilonese…

«Così come Verdi uscì vittorioso dalla grande crisi artistica che lo affliggeva prima di comporre Nabucco [comprensibilissima: aveva perduto la prima moglie e i due figli], così noi affronteremo la grande crisi dovuta al Covid19 proponendo al pubblico un Nabucco trionfante» conclude Maria Josè Siri.

Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazzale Vittorio Gui)

Domenica 4 ottobre alle 20 (altre recite mercoledì 7, sabato 10 e martedì 13 ottobre alle 20).

Biglietti esauriti per domenica 4 e sabato 10; pochi rimasti per il 7; dettagli sul sito del Maggio

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