Firenze: ricordato l’omicidio di Fausto Dionisi, ad opera di un commando di Prima Linea

FIRENZE – Stamane, nell’anniversario della morte avvenuta nel 1978, è stato commemorato Fausto Dionisi, Appuntato della Squadra Volante della questura di Firenze, caduto nell’adempimento del dovere il 20 gennaio, nei pressi dell’allora carcere delle Murate.

Una morte violenta per il 22enne poliziotto di origini laziali, che lasciò affranti dal dolore i familiari, la giovane moglie Mariella, superiori e colleghi di servizio, amici e conoscenti. Fausto venne falciato dalla  scarica di proiettili, proditoria ed improvvisa, esplosagli contro da un commando della sinistra eversiva  aderente a  Prima Linea, impegnato a far evadere dall’istituto carcerario alcuni sodali. Siamo negli anni bui del terrorismo, nero e rosso, gli anni c.d. di piombo, densi di lutti e dolori per la nostra Repubblica.  Il tragico avvenimento, che toccò grandemente la pubblica opinione, vide essere Fausto Dionisi la prima vittima del terrorismo a Firenze.

Alla cerimonia erano presenti la vedova Mariella Magi e la figlia Jessica Dionisi, che al tempo aveva appena tre anni. Dopo la deposizione di un mazzo di fiori a nome del Capo della Polizia prefetto Gabrielli avvenuta nel primo mattino sulla tomba di famiglia al cimitero di Peretola, è stata apposta una corona di alloro sotto la targa in marmo  che in via delle Casine ricorda il tragico evento. Presenti il vice prefetto vicario Paola Berardino,  il questore Filippo Santarelli, l’assessore comunale Alessandro Martini. Una presenza necessariamente contingentata, causa perdurante pandemia. Successivamente  nella vicina chiesa di San Giuseppe il  cappellano provinciale della Polizia di Stato mons. Luigi Innocenti ha celebrato la funzione religiosa, convenuti responsabili di Enti militari e civili della provincia, colleghi del caduto, presidente e  associati della sezione fiorentina dell’ANPS.

 

Il questore Santarelli nel suo breve saluto di ringraziamento ha ricordato la figura di Fausto Dionisi, MOVC alla memoria, medaglia d’oro di vittima del terrorismo, sottolineando il rischio insito nella professione del poliziotto e auspicando che il suo sacrificio possa essere  esempio illuminante per i più giovani colleghi chiamati a svolgere diuturnamente un servizio gravoso, ma essenziale per la comunità civile.

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Sergio Tinti

già Comandante Polizia Stradale della Toscana

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