Turismo, decalogo Firenze-Venezia: il sindacato, no finaziamenti a pioggia. Tutelare il lavoro

La fontana del Nettuno (i fiorentini lo chiamano Biancone), in piazza della Signoria

FIRENZE – Turismo: sul decalogo elaborato dai sindaci di Firenze-Venezia, Nardella e Brugnaro, Cgil e Filcams Cgil Firenze esprimono non pochi dubbi: «Non ci convince – si dice in un comunicato – una ricetta tutta improntata su finanziamenti a pioggia e agevolazioni anche fiscali per proprietari e locatari del sistema turistico, che sembra dimenticarsi totalmente della qualità del lavoro». Il sindacato chiede un confronto al Comune e ricorda: «A fine 2019, in pieno overturismo, lanciammo con la Cgil Venezia il nostro decalogo Firenze-Venezia: un lavoro di qualità per un turismo consapevole e rispettoso, contro la rendita».

Poi la nota entra nel merito, e spiega che il rilancio del turismo nelle città d’arte non può prescindere dalla lotta alla rendita e dall’innalzamento della qualità del lavoro. Lo abbiamo già detto tante volte e lo ripetiamo oggi con più forza dopo che le cronache ci hanno riferito del decalogo che i sindaci di Firenze e Venezia avrebbero ieri condiviso per portarlo all’attenzione del governo.

A parte alcuni punti condivisibili, come ad esempio la richiesta di una norma nazionale che finalmente ponga limiti agli affitti turistici brevi e l’idea di tornare ad una regolamentazione delle attività commerciali attraverso il confronto tra istituzioni locali e parti sociali,  non ci convince proprio una ricetta tutta improntata su finanziamenti a pioggia e agevolazioni anche fiscali per proprietari e locatari del sistema turistico, che sembra dimenticarsi totalmente della qualità del lavoro.

Non bastano forse le esperienze tragiche di tante donne e tanti uomini che in queste ore in questo settore (dal commercio ai pubblici esercizi al sistema alberghiero) vedono svanire il proprio posto di lavoro per convincersi dell’importanza di quest’ultimo e della sua dignità?

Nessun insegnamento dai casi paradigmatici hotel Villa la Vedetta e negozio Moreschi dove la rendita, padrona assoluta del sistema, non pare possa incontrare alcun limite? Insomma, di ben altro decalogo avremmo secondo noi bisogno per rilanciare il turismo a Firenze.

Da questo punto di vista rilanciamo il nostro decalogo che a fine 2019 in pieno overturismo proponemmo in occasione di un nostro convegno con la Cgil Venezia dal titolo a questo punto profetico: «Città d’arte nel turismo massificato: Firenze e Venezia – Un lavoro di qualità per un turismo consapevole e rispettoso».

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Ernesto Giusti


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