Golden Gala a Firenze: quattro prestazioni mondiali e perle azzurre. Fabbri terzo nel peso. Larissa solo sesta

Sifan Hassan, grande protagonista nei 1.500 metri

FIRENZE – Le stelle dell’atletica hanno brillato, stasera 10 giugno 2021, a Firenze per il Golden Gala Pietro Mennea, tappa di avvicinamento alle Olimpiadi di Tokyo. Applausi del pubblico formato da mille appassionati, invitati all’Asics Firenze Marathon Stadium: il loro entusiasmo è stato soprattutto per i due campioni di casa, la lunghista Larissa Iapichino (sesta con 6,45, ottenuto al primo salto) e il pesista Leonardo Fabbri, che con un 21.71 ha fatto segnare la miglior misura della serata, per poi chiudere terzo la serie finale. «Ho fatto qualcosa di incredibile, ho battuto tutti i migliori del mondo tranne Crouser», ha commentato Fabbri. «Mi dispiace non aver performato come avrei voluto», ha invece affermato Larissa Iapichino. Soddisfatto un altro campione azzurro acclamato dagli spalti, Gianmarco Tamberi: Gimbo, che ha chiuso terzo dietro Ilya Ivanyuk e Brandon Starc, è stato autore di una gara incoraggiante, con un 2.33 saltato al terzo tentativo, piazzandosi davanti al campione del mondo Mutaz Barshim e al campione europeo indoor Maksim Nedasekau, malgrado il fastidio al piede destro emerso negli ultimi giorni. Il bilancio della serata? Quattro migliori prestazioni mondiali e, come dette, qualche perla azzurra. Uno dei risultati-copertina è il record europeo del fenomeno norvegese Jakob Ingebrigtsen nei 5000 metri: correndo in 12:48.45 batte dopo quasi 21 anni il primato continentale del belga Mohammed Mourhit (12:49.71 nell’agosto 2000), con il miglior crono dell’anno davanti all’etiope Hagos Gebrhiwet (12:49.02). Spettacolari anche i 1500 donne: l’olandese Sifan Hassan con 3:53.63 firma il record del meeting e il tempo più veloce del 2021, al termine del duello con la keniana Faith Kipyegon (3:53.91), nella gara del 4:04.23 dell’azzurra Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre) che sfiora il minimo olimpico. World lead anche per il giamaicano campione olimpico Omar McLeod che sfreccia in 13.01 (-0.1) nei 110 ostacoli e per il marocchino Soufiane El Bakkali, 8:08.54 nei 3000 siepi, con una prova straordinaria degli azzurri Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle, 8:12.04) e Osama Zoghlami (Aeronautica, 8:14.29) che schiantano i primati personali e diventano rispettivamente il quarto e il settimo italiano di sempre.

SEBASTIAN COE – Vola al record del meeting nei 200 metri la britannica Dina Asher-Smith (22.06/0.2) ed è quarta con il personale l’azzurra Dalia Kaddari (Fiamme Azzurre, 22.86). Super anche i 100hs con la portoricana Jasmine Camacho-Quinn a sua volta al primato del meeting (12.38/-0.8) che resisteva dal 1980, nella gara del 12.99 di Luminosa Bogliolo (Fiamme Azzurre). Show nei 400hs con l’olandese Femke Bol al primato europeo under 23 di 53.44, bene l’azzurra Linda Olivieri (Fiamme Oro, 55.63 PB). Al sudafricano Akani Simbine i 100 metri (10.08/-0.1), al colombiano Anthony Zambrano i 400 (44.76), seconda piazza per Davide Re (Fiamme Gialle) in 45.80. Decolla nell’asta la russa Anzhelika Sidorova (Ana) a segno con 4,91, il lungo va alla serba Ivana Spanovic (6,74) anche se prima della finale aveva saltato più lontano la tedesca Malaika Mihambo (6,82). Larissa Iapichino (Fiamme Gialle) 6,45. Nel disco, domina la croata Sandra Perkovic (68,31). Un fiume di emozioni, non soltanto in pista, ma anche fuori: il presidente di World Athletics Sebastian Coe, accolto dal numero uno FIDAL Stefano Mei, ha ricevuto dal sindaco di Firenze Dario Nardella le chiavi della città a 40 anni esatti dal record del mondo che il mezzofondista britannico realizzò proprio a Firenze negli 800 metri, il 10 giugno 1981. Ha un solo cruccio, Sebastian Coe: la pista del suo record, nello stadio Franchi, non c’è più. Venne demolita in occasione dei mondiali del 1990.
INGEBRIGTSEN RECORD EUROPEO! – Sensazionale Jakob Ingebrigtsen, sensazionale come la lunga luminosa storia dei 5000 metri maschili al Golden Gala. Il talento Norvegese la fa grossa, lui campione d’Europa a 17 anni, che eclissa il primato europeo sulla distanza in 12:48.45 (precedente 12.49.71 bel belga di origini marocchine Mohamed Mourhit datato 2000), ma non il primato del Golden Gala, detenuto dal gigantesco Eliud Kipchoge (12:46.53 nel 2004). E’ anche il miglior crono mondiale 2021, il primo successo di un europeo al Golden Gala dal 1992, e il 5000 più bello di stagione, in cui Yeman Crippa (Fiamme Oro) ha ceduto solo nel tratto finale (nono in 13.17.96), mentre l’altro italiano in gara, Iliass Aouani (Atl. Casone Noceto) porta a casa la soddisfazione del primato personale (13:28.09, quattordicesimo). Dietro l’immenso Ingebrigtsen, gara assolutamente spaziale con altri sei atleti sotto i 13 minuti: secondo l’etiope Hagos Gebrhiwet (12:49.02), terzo il canadese Mohamed Ahmed (12:50.12). Quarto, con record spagnolo e terza prestazione europea di sempre, Mohamed Katir in 12:50.79. Solo sesto, oggi Ingebrigtsen era imprendibile anche per lui, il primatista del mondo Joshua Cheptegei, 12:54.69 e la promessa di un nuovo faccia a faccia a Tokyo, uno spettacolo da perdere la testa.
HASSAN DUELLO SUBLIME, SABBATINI 4:04.23! – Quante storie in questo straordinario 1500 metri femminile, emozioni e fibrillazioni. Dallo strepitoso spalla a spalla tra l’olandese iridata e primatista europea Sifan Hassan (3:53.63, miglior crono mondiale dell’anno) e la keniana, anche lei iridata, Faith Kipyegon, al record nazionale in 3:53.91, entrambe a fiaccare la resistenza della scozzese Laura Muir (3:55.59), alla meravigliosa prova di Gaia Sabbatini (Fiamme Azzurre), che dopo il successo nell’europeo a squadre arriva a tre maledetti centesimi dallo standard per Tokyo (undicesima in 4:04.23, quinta prestazione italiana all-time), una prestazione sontuosa che la colloca in una nuova dimensione cronometrica. Contenta? Macchè, voleva i Giochi, i 4:04.20, voleva anche qualcosa di sotto, è una tigre. Gara di grandissimo livello la sua, il ranking la porta sempre più su (e magari in Oriente, a Tokyo). Livello tecnico elevato anche nelle posizioni intermedie, con record belga di Elise Vanderelst in 4:02.63.
TAMBERI 2,33 – Il primatista italiano Gianmarco Tamberi (Atl-Etica San Vendemiano) è terzo, ma con la misura dei primi due, il russo world leader Ilya Ivanyuk e l’australiano Brandon Starc, tutti a 2,33. Battuti la superstar mondiale Mutaz Barshim (al terzo 2,30 di stagione, quinto), l’ucraino Protsenko (quarto co 2,30), e il campione d’Europa indoor Nedasekau, sesto con 2,27. Dopo due pecche a 2,20 e 2,24, Gimbo fa suoi i 2,27 e i 2,30 al primo assalto, ma per i 2,33 gli servono tre prove, tutta qui la differenza con Ivanyuk (buona la prima) e Starc (okay alla seconda). L’azzurro pareggia anche il primato europeo stagionale all’aperto dello svizzero Loic Gasch, stasera non oltre i 2,20, misura mancata dall’altro azzurro in gara Stefano Sottile (Fiamme Azzurre), nono con 2,16.
URLO FABBRI 21,77! – L’aveva detto: Vi sorprenderò. Detto fatto, il gigante toscano, nella sua terra, torna super-Leo e si capisce dal lancio iniziale di 20,97, venti centimentri più lontano del primato stagionale di Chorzow. Al secondo, Fabbri apre i boccaporti e la fiondata è lontanissima, fino a 21,71, seconda prestazione della carriera dopo il 21,99 dell’anno scorso, miglior misura mai realizzata da un pesista italiano al Golden Gala (precedente 21,20 di Alessandro Andrei nel 1986), iniezione di immensa fiducia con la miglior misura della serata di Firenze. Fiducia per niente scalfita dal terzo posto in classifica dopo la finale a tre, 19,82 per il fiorentino, dove la classifica recita il big neozelandese Tomas Walsh primo con 21,47 e secondo il serbo Armin Sinancevic, 21,60 in gara e 20,93 al sesto lancio. Dietro, colossi della specialità come il croato Mihljacevic e il campione d’Europa Haratyk. Settimo con 20,06 Zane Weir (Enterprise Sport&Service).
SIEPI, EL BAKKALI WL E GRAND’ITALIA – Entusiasmo alle stelle per la prova degli azzurri, sempre in gara, sempre con il cronometro della testa in Giappone, fino al doppio sensazionale miglioramento per Ahmed Abdelwahed (Fiamme Gialle) quarto in 8:12.04 (e ora quarto italiano di sempre), e Osama Zoghlami (Aeronautica), sesto in 8:14.29, settimo di sempre nelle liste italiane, entrambi a scavare un solco formidabile sui rispettivi personali e sul minimo per i Giochi Olimpici (8:22). Niente minimo per Yohanes Chiappinelli (Carabinieri), che non è riuscito a mantenere il contatto con i primi a un giro dal termine, chiudendo  dodicesimo in 8:27.86, un crono che comunque porta fieno in cascina per il ranking di World Athletics. Nel tripudio del contigente azzurro, la gara per la vittoria la firma il numero uno tra gli iscritti, il marocchino Soufiane El Bakkali, autore di una prestazione super con miglior prestazione mondiale 2021 portata a 8:08.54, davanti all’etiope Takele Bikila Tadese (8:10.56) e all’altro marocchino Mohamed Tindouft, al personale in 8:11.65. Lontano dalla miglior condizione il campionissimo keniano Conseslus Kipruto, ritirato.
ASHER-SMITH RECORD, KADDARI 22.83! – Altro record del meeting, lo firma sui 200 donne l’asso pigliatutto britannico d’Europa Dina Asher-Smith, che vola al limite continentale 2021 (quarta al mondo) in 22.06 (0,2), record del Golden Gala strappato a Marion Jones (22.19 nell’ultima edizione del secolo scorso). La britannica catalizza display e applausi, ma Dalia Kaddari (Fiamme Oro) merita una nuova ovazione togliendo tre centesimi al personale di Chorzow (22.89), chiudendo quarta in 22.86, a soli sei centesimi dal minimo olimpico e terza prestazione italiana di sempre. Un duecento interpretato da par suo, con un rettilineo in cui costruisce tutto il meglio, dove gli ultimi venti metri sono un piacere per gli occhi. Gloria Hooper (Carabinieri) è settima in 23.25, personale stagionale. Dietro la stella Asher-Smith, seconda l’ivoriana Ta Lou (22.58), terza la svizzera Mujinga Kambundji (22.60).
BOL BIS CON RECORD – L’olandesina Femke Bol bissa con tanto di primato nazionale il successo sui 400 metri ostacoli donne ottenuto al Golden Gala dell’edizione 2020, in un sontuoso 53.44, primato europeo Under 23 (precedente 53.58 di Margarita Khromova-Ponomaryova nel 1984, sovietica di etnia ucraina), record europeo stagionale e tredicesima prestazione all-time del vecchio continente, in una gara con successo mai in discussione. Sotto i 55″ scendono anche l’ucraina Anna Ryzhykova (54.19, primato personale) e la britannica Jessica Turner (54.79). La bella notizia in chiave azzurra è il personal best di Linda Olivieri (Fiamme Oro) sesta con primato personale abbattuto fino a 55.63, a soli 23 centesimi dal minimo olimpico e settima prestazione italiana all-time, con eccellente rettilineo per la miglior gara della carriera. Dietro la Olivieri, settima, Ayomide Folorunso (Fiamme Oro) con 56.92.
ZAMBRANO! RE E’ SECONDO – Il vicecampione del mondo dei 400 metri Anthony Zambrano sfodera una prestazione da incorniciare con un 44.77 che regala il primo successo di un quattrocentista centro-americano al Golden Gala dopo dieci anni. Netto il vantaggio già ai 250 metri, un piccolo abisso all’ingresso in rettilineo, dove emerge il grande carattere del primatista italiano Davide Re (Fiamme Gialle), che ricuce il gap con il britannico campione europeo Matthew Hudson-Smith (45.93 al traguardo) e lo sorpassa, chiudendo secondo in 45.80. Edoardo Scotti (Carabinieri), vincitore in settembre al Golden Gala 2020, chiude sesto in 46.38, Vladimir Aceti (Fiamme Gialle) settimo in 46.55.
CAMACHO RECORD DEL GOLDEN GALA – La portoricana Jasmine Camacho-Quinn ha abbattuto in 12.38 (vento -0,8) il record del Golden Gala sui 100 metri ostacoli femminili, il più vecchio in assoluto del meeting, togliendo un centesimo al 12.39 della sovietica Vera Komisova, ottenuto nell’edizione inaugurale del 1980. Già ai vertici stagionali con 12.32, ha dominato la gara sulla bahamense Devynne Charlton (12.80) e sulla bielorussa campionessa europea Elvira Herman (12.85). Quinta Luminosa Bogliolo (Fiamme Oro) appena sotto i 13″ in 12.99, gara sfortunata per la primatista italiana Elisa Di Lazzaro (Carabinieri), caduta subito dopo metà rettilineo dopo aver urtato un ostacolo.
McLEOD EGUAGLIA JOHNSON – Ostacoli di lusso anche al maschile, subito dopo il record del meeting di Jasmine Camacho-Quinn arriva il primato del meeting anche sugli ostacoli alti maschili, con il successo del giamaicano campione olimpico Omar McLeod, che in 13.01 (-0,1) eguaglia il grande Allen Johnson (edizione 1999) e centra la miglior prestazione mondiale dell’anno. Il caraibico precede il britannico di stanza a Formia Andrew Pozzi (13.25) e il francese Wilhem Belocian (13.31), entrambi al personale stagionale. Azzurri in fotocopia cronometrica, 13.63 per Lorenzo Perini (Aeronautica), sesto, 13.64 per Paolo Dal Molin (Fiamme Azzurre), settimo.
SPANOVIC VINCE LA FINALE A TRE, IAPICHINO 6,45 – La formula di ridisegnare la classifica con l’ultimo salto a chilometro zero premia la serba Ivana Spanovic, che all’ultima rincorsa salta 6,56 e toglie un meritato successo alla vincitrice dell’ultimo mondiale e del Golden Gala 2019, la tedesca Malaika Mihambo (chiude con un modesto 6,33), e soffia il secondo posto all’ucraina Maryna Bekh-Romanchuk (nullo finale). Misure alla mano, Mihambo miglior salto con 6,82 (0,3), Bekh-Romanchuk 6,79 (0,3) e Spanovic 6,74 (0,9). Larissa Iapichino (Fiamme Gialle) è sesta e offre la miglior misura con il salto iniziale di 6,45 (-0,3), Laura Strati (Atl. Vicentina) è settima con 6,29 (0,0), entrambe davanti alla pantera di Colombia Ibarguen.
SIDOROVA 4,91 – La campionessa del mondo Anzhelika Sidorova mette la firma sulla vittoria con una misura da podio olimpico, un 4,91 che vale la seconda prestazione mondiale stagionale, la migliore d’europa. La russa in quota ANA ha vinto senza grandi resistenze da avversarie arresesi per tempo, seconda la primatista bielorussa Iryna Zhuk con 4,71, terza l’olimpionica greca Stefanidi con 4,66. Serata no per la primatista italiana Roberta Bruni (Carabinieri), tre errori alla misura d’ingresso (4,31).
I CENTO ANCORA A SIMBINE – Logico favorito visto il lignaggio nel panorama mondiale della velocità, il sudafricano Akani Simbine vince l’ultima gara della magnifica serata di Firenze, i 100 metri uomini, in 10.08 (-0,1), bissando il successo del 2020 a Roma (9.96), precedendo un altro sprinter già vittorioso al Golden Gala (nel 2017), il britannico Chijindu Ujah, arresosi solo negli ultimi metri (10.10). Terzo in 10.16 il liberiano Matadi, stesso crono del cingalese di stanza in Italia Abeykoon Mudiyanselage.
PERKOVIC, IL PIGLIO DELLA GRANDE – Niente paura, la finale a tre del regolamento della Wanda Diamond League non ha scalzato dalla vittoria nel lancio del disco donne la croata Sandra Perkovic, alla quarta vittoria consecutiva al Golden Gala Pietro Mennea. Primo lancio a 67,70, secondo a 68,31 (vicina al suo primato del meeting con 68,93) e terza prestazione mondiale stagionale assicurata, poi tre nulli, a dispetto della regolarità della cubana Yaimé Pérez, tre lanci over-66 con il 66,39 della miglior prestazione di una discobola cubana al Golden Gala. Nel turno conclusivo, Pérez a 65,37, risposta da leonessa della Perkovic con 66,90. Nella finale, guadagnata con 64,42, è terza la tedesca Kristin Pudenz con 61,70. Per Daisy Osakue (Fiamme Gialle) ottava posizione in classifica e miglior misura al quinto turno (56,20), dopo il 56,14 d’apertura e tre lanci nulli.

 

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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