Verdini: condanna confermata in Appello (ma pena ridotta di sei mesi)

Denis Verdini

FIRENZE – E’ stata confermata in Appello, la condanna per bancarotta fraudolenta per Denis Verdini. Ma la pena è stata ridotta di sei mesi perchè è stata dichiarata prescritta l’ipotesi di bancarotta preferenziale. Quindi gli sono stati inflitti tre anni e dieci mesi per l’accusa accusato di bancarotta fraudolenta di un’impresa edile in rapporti con la banca, il Credito Cooperativo Fiorentino, di cui l’ex senatore di Ala – che oggi sta scontando ai domiciliari una pena definitiva proprio per il crac di quell’istituto – era il presidente. I giudici di secondo grado, come detto, hanno dichiarato prescritta l’ipotesi di bancarotta preferenziale e ridotto la pena di 6 mesi rispetto al primo grado. Tolti quattro mesi anche agli imprenditori Ignazio e Marco Arnone, padre e figlio condannati in appello rispettivamente a tre e due anni.

Si tratta di un altro processo che vede Denis Verdini tra gli imputati, per il fallimento di un’impresa edile, in rapporti con il Credito cooperativo Fiorentino di cui l’ex senatore, all’epoca dei fatti contestati, era il presidente. In primo grado, per il crac Arnone, Verdini è stato condannato a 4 anni e 4 mesi. Secondo l’accusa, Verdini da presidente del Credito Fiorentino (per il cui fallimento sta scontando ai domiciliari una condanna definitiva di sei anni e mezzo), avrebbe pianificato un’operazione che porto’ la banca a rientrare in possesso di parte dei soldi prestati a una delle due imprese edili degli imprenditori Marco e Ignazio Arnone, ma al tempo stesso a portare alla bancarotta di questa ditta. Operazione che, secondo le accuse, recò svantaggio agli altri creditori dell’impresa edile.

I fatti si riferiscono al 2009-2010. La Arnone Srl, che aveva costruito molti appartamenti ed eseguito lavori anche per il Credito Cooperativo, stava attraversando una fase di crisi, era ormai praticamente inattiva e debitrice della banca per circa 4 milioni di euro. In quel frangente l’istituto incarico’ la Cdm, impresa intestata a Marco Arnone, di eseguire lavori di ristrutturazione nella filiale fiorentina di viale Belfiore. Parte dei pagamenti vennero devoluti dalla Cdm alla Arnone srl a fronte di fatture per presunti lavori in subappalto (ma la Arnone era inattiva), e da questa utilizzati per pagare le rate del debito con la banca. In questo modo la Cdm subi’, secondo le accuse, un impoverimento di 810 mila euro e fini’ in ginocchio. E dato che la Arnone era indebitata anche con la Agenzia delle Entrate, oltre che con dei fornitori, quella operazione – secondo le accuse – costitui’ una violazione della par condicio dei creditori, cioe’ una bancarotta preferenziale.

A carico di Denis Verdini, a Firenze, è in corso anche il processo d’appello per la bancarotta della società editoriale Ste, editrice anche del dorso toscano de 0Il Giornale. Ma l’udienza, in programma ieri, 9 giugno, è slittata al 18 febbraio 2022 per questioni procedurali sollevate dai legali. Con Verdini sono imputate altre quattro persone. In primo grado, il 13 settembre 2018, il Tribunale di Firenze aveva condannato l’ex senatore a 5 anni e 6 mesi di reclusione.

appello, condanna, denis verdini

Firenze Post è una testata on line edita da Toscana Comunicazione srl
Registro Operatori della Comunicazione n° 23080