Migranti: Draghi, summit con Merkel. Lamorgese altro appello all’Europa, ma è tutto inutile

ROMA – Il problema migranti resta sul gobbo dell’Italia che non riesce ad avere sollievo dall’Europa, imbelle e incapace di affrontare la questione. A Berlino oggi si tiene l’ennesimo vertice Draghi-Merkel e al centro dei colloqui anche il tema dei migranti e della difficile intesa in Europa sulla redistribuzione, in vista del Consiglio europeo del 24-25 giugno al quale si discuterà delle varie rotte migratorie ma anche del potenziamento dell’Easo, l’agenzia Ue per il diritto di asilo.

Draghi e Merkel analizzeranno anche la risposta europea al Covid, dal Next Generation Ue ai vaccini. Altro tema caldo (e legato all’immigrazione) sara la Libia: a Berlino si tiene mercoledì il summit tra i Paesi impegnati nella stabilizzazione del Paese nordafricano. I ricollocamenti, spiegherà Draghi, fanno parte di un pacchetto di misure stabilite in ambito europeo e finalizzate alla stabilizzazione, innanzitutto, della Libia, anche con l’aiuto della Nato e dell’Onu. Un impegno anche economico, corposo, che i leader di Italia, Germania e Francia intendono spingere a Bruxelles. Si parla di otto miliardi di euro almeno, indirizzati all’Africa, alla ricostruzione e alla cooperazione con i Paesi di transito. In attesa delle decisioni di questi vertici (ma non confidiamo molto in risultati positivi), l’Italia resta sempre al centro degli arrivi dal Mediterraneo.

Non si ferma infatti il flusso dei migranti sulle nostre coste. Dai dati registrati dal Ministero dell’Interno risulta che gli extracomunitari sbarcati tra il 1 gennaio e il 18 giugno sono 18.358, a fronte dei 5.786 dello stesso periodo del 2020 e dei 2.187 del 2019. Un’emergenza che impone, tra le altre cose, l’esigenza di coniugare l’opera di accoglienza con quella di integrazione.

Il ministro Luciana Lamorgese ribadisce: «Abbiamo un tavolo di lavoro per portare avanti i principi di integrazione e condivisione. Quando parliamo ai giovani di seconda generazione, loro si sentono quasi offesi e preferiscono parlare di interazione». La ministra ha inoltre annunciato che «è stato firmato un protocollo per corridoi umanitari con il dipartimento delle libertà civili per riportare dalla Libia 500 migranti». L’accordo prevede il coinvolgimento di governo, Sant’Egidio, Unhcr e chiesa valdese. Ma si tratta di briciole, resta il problema enorme degli sbarchi incontrollati.

Prioritario resta il ruolo svolto dall’Ue perché, come ribadisce Lamorgese, «in Europa è necessario un dialogo costruttivo perché non si può consegnare il problema solo ai Paesi di approdo. Dobbiamo far comprendere le nostre ragioni, ma anche di altri Paesi di approdo come Malta e Spagna».

 

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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