Pisa: mistero sullo studente morto carbonizzato. Sarà decisiva l’autopsia

PISA – L’autopsia ordinata dalla procura di Pisa, potrebbe essere decisiva per chiarire le cause delle morte del 23enne Francesco Pantaleo, lo studente universitario di Marsala (Trapani), scomparso il 24 luglio a Pisa e trovato carbonizzato in un campo distante sei chilometri dalla città, nel comune di San Giuliano Terme.

L’esame autoptico è previsto per martedì 3 luglio 2021 all’istituto di medicina legale dell’ospedale pisano di Cisanello: il medico legale incaricato della perizia dalla Procura dovrà accertare la presenza di eventuali ferite e lesioni sul corpo fortemente carbonizzato. Il medico legale che ha svolto la prima ricognizione esterna non avrebbe rilevato ferite evidenti diverse da quelle provocate dalle fiamme. Al momento del ritrovamento del cadavere, Pantaleo non indossava le scarpe. L’ipotesi ritenuta più attendibile dagli inquirenti appare quella del suicidio, ma secondo gli investigatori dei carabinieri, nonostante la mancanza di chiare evidenze, non è da escludere ancora la pista dell’omicidio.

«Gli approfondimenti proseguono», si limita ad osservare il procuratore di Pisa, Alessandro Crini. Per questo stanno esaminando tutti i filmati delle telecamere di videosorveglianza disseminate tra Pisa e San Giuliano per ricostruire l’eventuale percorso fatto a piedi da Francesco. La morte dello studente siciliano, identificato grazie alla prova del Dna, resta un giallo. Al momento ci sono diverse incongruenze da chiarire, come ad esempio il computer personale di Pantaleo trovato svuotato di tutti i dati e lo smartphone con la geolocalizzazione disattivata lasciato sulla scrivania, così come il portafogli e gli occhiali da vista, lui che era miope. E poi le bugie sugli esami ancora da dare, lui che aveva detto ai genitori di essere a un passo dal traguardo dalla laurea triennale in ingegneria informatica all’Università di Pisa.. E il mancato ritrovamento di taniche o bottiglie con liquido infiammabile sul luogo del decesso.

Tra chi indaga si è fatta strada l’ipotesi di un gesto volontario: finora nulla – ripetono i carabinieri – fa pensare al coinvolgimento di altre persone. Ma i misteri intorno alla sparizione di Pantaleo, arrivato quattro anni fa a Pisa, sono diversi e tutti da chiarire. Perchè, ad esempio, decidere di togliersi la vita a San Giuliano, un posto che nessuno gli aveva mai sentito nominare? E poi ci sono due tracce di innesco dell’incendio trovate nel campo di girasoli che sembrerebbero suggerire un primo tentativo di appiccare il fuoco andato a vuoto. Finora agli investigatori non risultano frequentazioni dubbie da parte di Francesco e non ci sarebbero neppure indizi che portino ad ambienti dello spaccio di droga. Da fonti investigative, si è appreso che si sta indagando anche sul motivo per cui Pantaleo aveva deciso di restare a Pisa anche in presenza di lezioni universitarie con modalità di didattica a distanza e di non rientrare in Sicilia.

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Gilda Giusti

Redazione Firenze Post

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