Jacobs medaglia d’oro: polemica Malagò – Salvini sullo ius soli sportivo (ma Jacobs è italiano ius sanguinis)

Il presidente del Coni Giovanni Malago’  ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA – Non sono passate nemmeno 24 ore dallo storico oro di Jacobs e di Tamberi che già impazzano le dichiarazioni e le polemiche politiche, e qualche esponente di primo piano si impegna in esternazioni di carattere politico più che sportivo.

«Lo ius soli sportivo? Non riconoscerlo è folle». Così ha parlato Giovanni Malagò, presidente del Coni, a margine di una conferenza stampa per celebrare il successo mondiale di «Gimbo» Tamberi e Marcell Jacobs nell’atletica, la «favola» del «giorno più bello dell’Italia sportiva». E affonda: «Sono anni che c’è una formidabile polemica attorno al tema dello ius soli. Noi non vogliamo fare politica, vogliamo occuparci solo di sport. Ma non riconoscere lo ius sportivo è aberrante. Oggi più che mai questo discorso va assolutamente concretizzato», ha aggiunto. «Come? A 18 anni e un minuto chi ha determinati requisiti deve avere la cittadinanza italiana senza dover affrontare una via crucis che spesso fa scappare chi si stanca di aspettare. Dall’Olimpiade arrivi una spinta all’integrazione». Da notare che lo ius soli è propugnato da Letta e dal Pd.

A parte il fatto che Jacobs è italiano ius sanguinis perché figlio di madre italiana, e quindi, nel suo caso, non sembra entrarci lo ius soli sportivo, arriva subito la replica  di Matteo Salvini che critica il Presidente Coni con queste parole: «Ius soli? Già oggi, a 18 anni, chiunque può chiedere e ottenere la cittadinanza. Squadra che vince non si cambia!».

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Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
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