Gli effetti del green pass obbligatorio: boom di certificati di malattia presentati all’Inps

Green pass a quota 100 milioni
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Il green pass obbligatorio sta mettendo in difficoltà il governo, sommerso dalle proteste non solo dei no green pass e dalle reazioni della politica agli incidenti nelle manifestazioni e al comportamento della ministra Lamorgese. Molte categorie economiche si lamentano dell’inutilità, anzi della dannosità dell’iniziativa e chiedono modifiche al governo. Ma oltre alle proteste di piazza i lavoratori hanno aguzzato l’ingegno per sfuggire ai diktat e alle sanzioni del governo.

E in molti si rifugiano nella soluzione di presentare all’Inps certificati di malattia.  Si è registrata infatti una vera e propria impennata dei certificati di malattia arrivati all’INPS, in coincidenza con l’efficacia dell’obbligo di Green Pass sui luoghi di lavoro. Una misura contestatissima che ha già dato luogo a proteste in molte piazze d’Italia da parte dei No vax e delle reazioni inflessibili da parte di Lamorgese e Forze dell’ordine.

Secondo quanto comunicato dall’INPS, i certificati di malattia arrivati sino a martedì 19 ottobre sono stati 83.078, a fronte dei 74.724 arrivati fino a martedì 12 ottobre, con un incremento dell’11,2% in una sola settimana. Lunedì l’aumento era stato del 14,6% e venerdì scorso, giorno dell’entrata in vigore del Green Pass obbligatorio, addirittura del 22%.

Un trend annunciato dagli ordini dei medici, che si erano tutelati con il rilascio dei certificati solo “in presenza” e dietro regolare visita medica, ma evidentemente il sistema ha rivelato qualche falla.

Se da un lato sono aumentati i certificati di malattia, dall’altro il Green Pass ha fatto lievitare anche il numero di tamponi effettuati. Il numero dei Green Pass scaricati ha ampiamente superato il milione (per l’esattezza 1.049.384), ma la gran parte (circa 914 mila) sono stati scaricati a seguito di tampone e solo 130 mila in seguito a vaccinazione. Vinta la prova di resistenza delle farmacie, che sinora hanno tenuto l’ondata di tamponi di massa. Una conferma della scarsa presa degli inviti di Figliuolo e Speranza alla vaccinazione di massa con il ricatto dell’esclusione del godimento di alcuni diritti fondamentali a chi non si vaccina. Una posizione che, a livello mondiale, è stata assunta solo dall’Italia, ma gli esperti e i politici fedeli al governo affermano che siamo noi un esempio da seguire a livello mondiale. Chi avrà ragione?

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Paolo Padoin

Già Prefetto di Firenze Mail

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