Covid-19 Italia, 2 dicembre: aumentano contagi, ricoveri e tasso positività. L’analisi di Gimbe

ROMA – Bollettino del ministero della salute di oggi 2 dicembre. ancora in aumento contagi, ricoveri,  tasso di positività stabile, ma almeno diminuiscono i morti. Sono 16.806 i positivi ai test Covid individuati nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute, ieri erano stati 15.085. Sono invece 72 le vittime in un giorno, in  diminuzione rispetto a ieri, quando erano state 103. I tamponi molecolari e e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia sono 679.462, secondo i dati del ministero della Salute.

Il tasso di positività è al 2,47%, stabile rispetto all’2,6% di ieri. Sono invece 698 i pazienti in terapia intensiva in Italia, 12 in più rispetto a ieri nel saldo tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri sono 55. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari sono 5.298, ovvero 50 in più rispetto a ieri.

L’ANALISI DI GIMBE – Tra il 24 e il 30 novembre sono cresciuti del 25,1% i nuovi casi di Covid-19 e, di pari passo anche la pressione sugli ospedali ha visto un aumento, segnando +13,7% di ricoveri in reparto e +22% di ricoveri in terapia intensiva. Lo rileva il monitoraggio settimanale della Fondazione Gimbe, che sottolinea anche una crescita del 14% dei decessi, che sono stati 498 in 7 giorni. Da sei settimane consecutive – dichiara Nino Cartabellotta, presidente Gimbe- continuano ad aumentare i nuovi casi settimanali con una media giornaliera più che quintuplicata: da 2.456 il 15 ottobre a 12.345 il 30 novembre.

In tutte le Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi di Covid-19: dal 3,2% di Abruzzo e Umbria al 39% delle Marche. In 32 Province si registrano oltre 150 casi per 100.000 abitanti. E’ quanto emerge dal nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe relativo alla settimana dal 24 al 30 novembre. Le 32 Province con oltre 150 casi per 100.000 abitanti sono: Trieste (635), Bolzano (552), Gorizia (496), Rimini (362), Treviso (342), Forlì-Cesena (321), Padova (321), Venezia (300), Vicenza (298), Aosta (286), Pordenone (252), Ravenna (245), Ascoli Piceno (234), Imperia (233), Udine (219), Bologna (213), Rovigo (213), Belluno (209), Pesaro e Urbino (203), Fermo (200), Ferrara (192), Trento (188), Verona (184), Viterbo (177), Varese (176), Verbano-Cusio-Ossola (164), Cremona (164), Roma (161), Genova (160), Monza e Brianza (157), Ancona (155) e Como (151). In 98 Province l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti e in 16 Regioni tutte le Province superano tale soglia: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto. L’incidenza dei settimanale dei casi è uno dei tre parametri, insieme alla percentuale di posti letto occupati da pazienti Covid in area medica e in terapia intensiva, che determinano il passaggio di colore delle Regioni.

CAMPAGNA VACCINALE – Crescono, nella settimana dal 24-30 novembre, le somministrazioni di vaccini anti Covid: sono state oltre 1,9 milioni, con una media giornaliera di 306.445. Decollano in particolare le terze dosi, che vedono un +52,5% rispetto alla settimana precedente, affiancate da prime dosi di nuovo in crescita e che vedono un balzo del 34,7%. Lo rileva il nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Al primo dicembre (ore 6.15) erano state somministrate 6.543.004 terze dosi, con un tasso nazionale di copertura del 31,8% ma con nette differenze regionali: si va dal 21,6% del Friuli-Venezia Giulia al 44,5% del Molise.

Dopo due settimane di stabilizzazione intorno a quota 127 mila, nell’ultima settimana il numero dei nuovi vaccinati è salito a 168.377 (pari appunto al +31,5%). Tuttavia, i 6,8 milioni di persone ancora non vaccinate “crescono troppo lentamente” e “due fasce in particolare preoccupano: da un lato 2,57 milioni di over50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione, dall’altro i 1,16 milioni nella fascia 12-19 che “influiscono negativamente sulla sicurezza delle scuole”.

«In questa fase d’incertezza legata alla variante Omicron – spiega il presidente Gimbe Nino Cartabellotta – bisogna potenziare tutti gli interventi, seguendo il principio della massima precauzione. In particolare, incrementare le attività di sequenziamento, potenziare il tracciamento dei casi e monitorare attentamente le aree con rapido aumento di incidenza”. Per la popolazione rimangono fondamentali i comportamenti: “vaccinarsi e sottoporsi alla terza dose quando indicata e con massima priorità per anziani e fragili. Ma anche – conclude Cartabellotta – utilizzare la mascherina negli ambienti chiusi, possibilmente FFP2 se affollati, rispettare il distanziamento sociale e ventilare frequentemente i locali».

 

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Ezzelino da Montepulico


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