Festa della polizia: Giannini, grande attenzione per il risorgere dell’eversione e il pericolo del terrorismo

ROMA – La crisi economica dovuta alla pandemia ha riacceso focolai che sembravano spenti, riportando in piazza antagonisti di sinistra, in alcuni casi, e in altri quella destra eversiva che il 9 ottobre 2021 a Roma ha attaccato la sede della Cgil. Accanto a una tensione interna che cresce, l’allarme è salito anche sul fronte internazionale. La vittoria talebana in Afghanistan ha fatto rialzare l’allarme jihadista in Europa e in Italia, mentre oggi la guerra ucraina spaventa anche per i foreign fighter di ritorno.
«Due anni di pandemia — spiega il capo della Polizia, Lamberto Giannini in un’intervista rilasciata a Repubblica— hanno notevolmente fiaccato il tessuto socio-economico nazionale rendendo, fra l’altro, gli italiani vulnerabili a una controinformazione talvolta alimentata da gruppi estremisti intenzionati a imprimere alla protesta una deriva anti-sistema. Gestire le dinamiche di piazza, e contrastare le derive violente ed illegali, è stato fondamentale».
Diego Parente, direttore centrale della Prevenzione dichiara. «Le iniziative del variegato fronte “No Vax” sono state oggetto di tentativi di strumentalizzazione in chiave violenta da parte dei gruppi estremistici sia di destra che di sinistra. In questo contesto, gli arresti di Castellino, Fiore e di altri esponenti di Forza Nuova, dopo l’assalto alla Cgil, hanno contribuito a riportare la protesta al suo alveo originale sottraendola agli appetiti dei gruppi più estremistici».
«La vicenda afghana — spiega ancora Giannini — è stata ampiamente utilizzata dalla propaganda jihadista, che la vede come una grande vittoria ottenuta grazie alla perseveranza dei mujaheddin e all’aiuto divino. Sono quindi molto frequenti sul web gli inviti rivolti anche ai cosiddetti lupi solitari ad attaccare. Diversa invece la situazione determinata dal conflitto ucraino. L’attenzione, anche in questo caso, deve essere indirizzata a cogliere ogni segnale di strumentalizzazione con finalità violente delle numerose e partecipate manifestazioni nel Paese da parte di compagini di diversa estrazione, anche con riguardo alle possibili derive negative che la guerra in atto ed il sistema di sanzioni stanno determinando nell’economia, e al risorgere delle tematiche anti Nato. Contemporaneamente è necessario poter individuare le possibili infiltrazioni di soggetti noti per il loro background criminale e terroristico che arrivano in Italia. Infine — conclude Giannini — è necessario monitorare il fenomeno dei foreign fighter italiani che spesso provengono dall’estremismo sia di destra che di sinistra».

TERRORISMO – Ed ecco i numeri dell’azione della Polizia di Stato nel 2021 contro il fenomeno del terrorismo:
Nel corso del 2021, l’attività di contrasto condotta dalle Digos sul territorio nazionale ha portato al deferimento di 1.334 estremisti di sinistra, di cui 12 in stato di arresto. Ampio ricorso è stato fatto alle misure di prevenzione (21, tra cui 3 sorveglianze speciali di ps). Nel corso del 2021 sono state intensificate le attività di indagine nei confronti di esponenti dell’estrema destra radicale. Contro l’estremismo di destra si sono registrati 12 arresti e 279 denunciati.
Quattro arrestati, 766 denunciati, altre cinque misure coercitive e 10 arresti provvisori all’estero per fini estradizionali. E’ il bilancio in relazione alla lotta al terrorismo di sinistra di matrice anarchica e marxista-leninista. Sono state emesse 50 misure di prevenzione a carico di soggetti gravitanti nell’ambito dell’estremismo eversivo di sinistra.
Nel 2021 sono state arrestate 12 persone contigue agli ambienti del terrorismo/estremismo di matrice religiosa. “Sono stati allontanati dal territorio nazionale 59 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza nazionale – si sottolinea – di cui 5 in esecuzione di provvedimenti emessi dal ministro dell’Interno per motivi di sicurezza dello Stato, 42 di decreti emessi dal prefetto, 8 di misure disposte dall’Autorità giudiziaria, uno a seguito di ”accordi Ue”, uno di respingimento alla frontiera in quanto valutato come inammissibile nei Paesi Schengen in ragione degli indicatori di pericolosità rilevati e due respingimenti ai sensi dell’articolo 10 del Testo Unico sull’Immigrazione”.

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