Da domenica 22 maggio alle 20; repliche il 25, 31 e 3 giugno alle 20 e il 28 maggio alle 17

Per l’84° Maggio Musicale va in scena «I due Foscari» di Verdi con Plácido Domingo

Plácido Domingo (prove, foto M. Monasta)

FIRENZE – Per l’84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, da domenica 22 maggio va in scena all’Auditorium del Teatro del Maggio I due Foscari di Giuseppe Verdi con Plácido Domingo nel ruolo del doge Francesco Foscari; alla guida del Coro e dell’Orchestra del Maggio c’è Carlo Rizzi; Jonathan Tetelman è Jacopo Foscari, sfortunato figlio del doge, María José Siri è Lucrezia Contarini, moglie di Jacopo Foscari, e Riccardo Fassi è Jacopo Loredano (Loredan), membro del Consiglio de’ Dieci e fiero avversario dei Foscari. La regia di questo primo allestimento del Maggio (l’opera, messa in scena alla Pergola nel 1845, era stata poi trascurata a Firenze come in buona parte del mondo, pur essendo un titolo invece frequente alla Scala di Milano) è firmata da Grischa Asagaroff; le scene, essenziali, per lasciar spazio di movimento ai cantanti e ai figuranti, e i costumi, ispirati a quelli dell’epoca in cui si svolge l’azione (Francesco Foscari fu Doge dal 1423 al 1457), sono di Luigi Perego, le luci di Valerio Tiberi e la coreografia è curata da Cristiano Colangelo, già ballerino di Maggiodanza. Record personale di Plácido Domingo, che annovera più di 130 ruoli in repertorio (fino al 2009 come tenore, poi come baritono) e che con lo spettacolo del 22 maggio raggiunge la 4100esima recita operistica della sua carriera. 

Altre quattro le recite in cartellone: il 25, 31 maggio e 3 giugno alle ore 20 e il 28 maggio alle ore 17. Grazie alla Fondazione CR Firenze, la recita del 3 giugno è in vendita con uno sconto del 50% sui biglietti di ogni settore.

Carlo Rizzi, fra i direttori più apprezzati della scena internazionale e con ampia esperienza verdiana, è alla sua prima volta con questo titolo, del quale apprezza la precoce tecnica “wagneriana” del Leitmotiv per introdurre i personaggi (all’epoca, 1844, Wagner aveva ultimato il Rienzi da soli 4 anni, con debutto nel 1842, e i capolavori più famosi erano di là da venire) e il pensiero musicale unitario che pervade l’opera dall’inizio alla fine. Plácido Domingo, nel corso della sua carriera da baritono, ha interpretato il ruolo del doge Foscari molte volte (esistono anche incisioni, dirette da Pappano e da Mariotti). Il giovane tenore americano Jonathan Tetelman, che aveva iniziato cantando da baritono, è al suo debutto assoluto sulle scene del Teatro del Maggio, come lo è il basso Riccardo Fassi (già esperto nel ruolo del “cattivo” Loredano); abbiamo invece sentito più volte (anche come Abigaille nel Nabucco dell’ottobre proprio con Domingo: è fresco di stampa il CD nella collana Maggio live) María José Siri, che sul palco del Maggio ha brillato pure come Suor Angelica e come Adriana Lecouvreur.

Il regista e lo scenografo si sono ispirati alla tomba di Foscari, nella Chiesa dei Frari a Venezia; sul palco sarà una sorta di torre scenica che gira e che crea gli spazi in cui i cantanti si muoveranno (ma vedremo anche i fondo dell’auditorium con gli stalli del coro e saranno utilizzati tutti gli spazi laterali per la coreografia).

Sesto titolo, realizzato durante gli “anni di galera” (nel 1844 Verdi scrisse ben due opere), I due Foscari debuttò al Teatro Argentina di Roma il 3 novembre del 1844 e, come riferì Verdi stesso, fu «un mezzo fiasco», in parte per colpa del cast e in parte per i limiti del soggetto ispirato all’omonima opera teatrale di Lord Byron. Il dramma è costruito interamente sul contrasto tra amor paterno e amor di patria del Doge Francesco Foscari e sulle pene di suo figlio Jacopo, accusato ingiustamente di omicidio e di aver tramato contro la Repubblica di Venezia; esiliato, morirà di crepacuore l’anno prima della caduta del padre; al dramma di Byron il librettista Francesco Maria Piave aggiunse alcune scene, come l’apparizione del fantasma di Carmagnola, l’irruzione di Lucrezia coi figli dinanzi al Consiglio dei Dieci per difendere il marito.

Auditorium “Zubin Mehta” del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino (Piazza Vittorio Gui) – 84° Festival

Domenica 22 maggio alle 20; repliche il 25, 31 e 3 giugno alle 20 e il 28 maggio alle 17

I due Foscari. Tragedia lirica in tre atti. Libretto di Francesco Maria Piave. Musica di Giuseppe Verdi Edizione: Edwin F. Kalmus & Co., Inc., Boca Raton, Florida 

Orchestra e Coro del Maggio Musicale Fiorentino Maestro concertatore e direttore Carlo Rizzi Maestro del Coro Lorenzo Fratini 

Francesco Foscari, Doge di Venezia, ottuagenario Plácido Domingo Jacopo Foscari, suo figlio Jonathan Tetelman Lucrezia Contarini, moglie di Jacopo María José Siri Jacopo Loredano, membro del Consiglio de’ Dieci Riccardo Fassi Barbarigo, senatore, membro della Giunta Joseph Dahdah Pisana, amica e confidente di Lucrezia Xenia Tziouvaras Fante del Consiglio de’ Dieci Lulama Taifasi Servo del Doge Adam Jon Danzatori Elena Barsotti, Deborah Marrella Di Noto, Ginevra Ferraris, Chiara Gagliardo, Sofia Indovina, Melvin Boshat, Filippo Del Sal, Giuseppe Giacalone, Damiano Gorgoglione, Giorgio Otranto Figuranti speciali Andrea Bassi, Lorenzo Braus, Alessandro Ciardini, Egidio Egidi, Edoardo Groppler, Francesco Pacelli, Federico Vazzola Regia Grischa Asagaroff Scene e costumi Luigi Perego Luci Valerio Tiberi Coreografia Cristiano Colangelo Assistente regista Stefania Grazioli 

Allestimento Teatro del Maggio Musicale Fiorentino 

Settore D: 40€  – Settore C: 70€  – Settore B: 140€  – Settore A: 200€, in vendita in biglietteria, nei punti Box Office e, senza aggiunta dei diritti di prevendita, direttamente sul sito del Maggio

Jonathan Tetelman (prove, foto M. Monasta)

84° Festival del Maggio Musicale Fiorentino, Auditorium del Maggio Musicale Fiorentino, giuseppe verdi, I due Foscari, opera lirica, Placido Domingo

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