Papa Leone a Napoli: con una torta caprese spedita da Firenze

La visita di Papa Leone XIV a Napoli e a Pompei rimarrà per lungo tempo nella memoria di tantissime persone. Il Pontefice, salutando con un caloroso “Ciao Napoli” i fedeli accorsi al
sagrato del Duomo, ha scaldato il cuore di tutti. In tutti, infatti, c’era l’attesa per la visita del Papa sia a Napoli che a Pompei, città che hanno ricambiato con entusiasmo l’affetto ricevuto.
La vicinanza dei napoletani al Pontefice è stata manifestata anche a notevole distanza dal Vesuvio. Un pasticciere napoletano, infatti, ha inviato al Papa una torta caprese, preparata presso la sua forneria di
Firenze. Lui si chiama Gennaro Maddaloni e vive, da oltre un decennio, nella città del giglio, dove gestisce un laboratorio multietnico. Lì, infatti, lavorano una dozzina di persone tra italiani, africani, asiatici e sudamericani.
Gennaro, quando ha saputo del viaggio papale a Napoli e al Santuario di Pompei, si è adoperato al fine di recarsi presso quella Basilica per recitare la Supplica. Ma è stato costretto a desistere dal suo intento, poiché doveva badare al suo laboratorio e, quindi, non è partito per Pompei.
Lui, devoto alla Madonna del Rosario, non si è arreso. Ha preparato, insieme al suo staff multietnico, una caprese e l’ha inviata in Vaticano, accompagnando la torta con una breve lettera indirizzata al Papa.
Gennaro, così, ha pensato di rendere meno amare le giornate di Leone XIV, sempre impegnato a combattere le ingiustizie e a costruire la pace tra i popoli. Un gesto semplice, manuale, ma dettato dal cuore della fede.
