Autista di bus aggredita da un passeggero a Firenze: “Ringrazia che sei donna e gentile, altrimenti ti ammazzavo”

Prima i colpi alla cabina, poi la frase “ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo”. Nuova aggressione a una autista di bus a Firenze, la denuncia di Filt Cgil: “La sicurezza non può dipendere dalla fortuna, dal sangue freddo o dalla capacità di evitare una provocazione. Deve essere garantita sempre”.
Il comunicato sindacale così prosegue: “Sabato 18 luglio 2026, nel pomeriggio, sulla linea 30 a Firenze, una nostra collega autista è stata vittima di una gravissima aggressione verbale. A seguito della soppressione di diverse corse, un passeggero a bordo del bus ha iniziato a urlarle contro, colpendo ripetutamente il vetro della cabina nel tentativo di sfondarlo. Solo grazie alla sua lucidità la situazione non è degenerata. Prima di scendere il passeggero le ha rivolto una frase agghiacciante: “Ringrazia che sei donna e che mi hai risposto gentilmente, sennò oggi ti ammazzavo”. La lavoratrice è intenzionata a sporgere denuncia.
Questa – prosegue il sindacato – non è rabbia. Somiglia a una minaccia di morte. Ancora più amaro è sapere che, nonostante l’autobus fosse pieno, nessuno è intervenuto in sua difesa. Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. Aggressioni, minacce e intimidazioni nei confronti del personale sono sempre più frequenti. Troppo spesso chi è in servizio diventa il bersaglio della frustrazione degli utenti per problemi organizzativi di cui non ha alcuna responsabilità. La sensazione, sempre più diffusa tra le lavoratrici e i lavoratori, è che la situazione stia sfuggendo di mano.
Non possiamo continuare ad affidarci al sangue freddo di chi subisce un’aggressione o sperare che ogni episodio si concluda senza conseguenze. Riconosciamo gli investimenti messi in campo negli ultimi anni, che rappresentano un elemento importante per migliorare le condizioni di sicurezza, ma è necessario ribadire che la prevenzione non può esaurirsi in una singola misura o in un singolo strumento di protezione.
La sicurezza è un sistema integrato che richiede interventi coordinati, procedure chiare, formazione, presidi e una costante attenzione da parte di tutti i soggetti coinvolti. Solo attraverso un approccio complessivo è possibile garantire una reale tutela delle lavoratrici e dei lavoratori. Cosa sarebbe successo se quel vetro si fosse rotto? Per questo – conclude il sindacato – rivolgiamo un appello a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori: ogni aggressione, ogni minaccia, ogni intimidazione deve essere segnalata e denunciata.
