Skip to main content

Stragi di mafia, testimone: “Attacchi allo Stato per far cancellare il 41 bis”

Toghe

FIRENZE – in videocollegamento con il tribunale di Firenze, il collaboratore di giustizia Giovanni
Ciaramitaro, un altro dei testimoni al processo contro Salvatore Baiardo (che non era in aula) ha sottolineato la convinzione della che mafia che, “facendo attacchi allo Stato, avrebbero abolito il 41 bis e il carcere duro”.

Baiardo, considerato legato ai fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, è accusato di agevolazione mafiosa e calunnia continuata e aggravata al giornalista Massimo Giletti e all’ex sindaco di Cesara, Giancarlo Ricca.

Ciaramitaro, nella sua deposizione ha citato più volte l’amico di vecchia data, Francesco Giuliano: “Mi riferì – ha rievocato – che avevano contatti con Silvio Berlusconi, lo chiamavano ‘quello di Canale 5′”. Tuttavia, anche se partecipava a incontri importanti con esponenti di Cosa nostra ‘non era Giuliano ad
avere contatti diretti”.

Il pentito ha aggiunto che gli obiettivi delle stragi erano scelti “da soggetti esterni, che erano di Cosa Nostra ma non erano di Cosa Nostra”. E quando il pm Leopoldo De Gregorio gli
ha citato una sua vecchia affermazione (“Erano proprio i politici a indirizzare gli obiettivi da colpire perché noi palermitani non è che siamo tanto intelligenti e acculturati da dire voglio andare a colpire un monumento e si va”), Ciaramitaro ha risposto in modo netto: “Sì, confermo”.

Nella sua deposizione, il teste si è anche soffermato sull’ipotesi di colpire la Torre di Pisa: “Ne sentii parlare da Cosimo Lo Nigro, se non ricordo male” ma “non se ne fece niente perché non c’era più nessuno che finanziava i viaggi” dopo che “erano stati arrestati i Graviano” a gennaio 1994 e anche “Nino
Mangano e Leoluca Bagarella” l’anno successivo, tra gennaio e giugno 1995.

Ma, secondo quanto emerso dalla ricostruzione, sarebbero stati soprattutto i due fratelli palermitani a
finanziare le trasferte dei gruppi operativi. Dopo il loro arresto, ha ribadito Ciaramitaro, “anche Spatuzza si lamentava che nessuno pagava più”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Direttore responsabile
SANDRO BENNUCCI
(sandro.bennucci@firenzepost.it)

Firenze Post è una testata on line edita da C.A.T. - Confesercenti Toscana S.R.L.
Registro Operatori della Comunicazione n° 39741


Firenzepost small logo