Sotto la lente dei Ros i rapporti stretti fra Incalza e Perotti. Fra gli indagati non ci sono politici

Tav Firenze: l’inchiesta si allarga al Palazzo Italia dell’expo 2015. Nel mirino appalti per 25 miliardi

di Redazione - - Cronaca

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Il Palazzo Italia a Expo 2015

FIRENZE – Sono oltre 100 le perquisizioni eseguite nell’ambito dell’operazione “Sistema”, che ha portato all’arresto di 4 indagati, e che riguarda, fra le altre opere, l’Alta Velocità fiorentina e il Padiglione Italia per Expo 2015. Le perquisizioni hanno interessato uffici della Struttura di missione presso il ministero delle Infrastrutture e Trasporti, della Rete ferroviaria italiana Spa, dell’Anas International Enterprises spa, delle Ferrovie del Sud-Est Srl, del Consorzio Autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre, dell’Autostrada regionale Cispadana Spa e dell’Autorita’ portuale Nord Sardegna. Alcune perquisizioni sono svolte con il concorso di personale dell’Agenzia delle Entrate per gli accertamenti di competenza in materia fiscale. L’esecuzione dei provvedimenti ha interessato le province di Roma, Milano, Firenze, Bologna, Genova, Torino, Padova, Brescia, Perugia, Bari, Modena, Ravenna, Crotone e Olbia.

Il Procuratore della repubblica di Firenze, Francesco Creazzo, ha precisato che non ci sono politici fra i 51 indagati.

APPALTI – Gli appalti delle piu’ importanti tratte dell’Alta velocita’ del nord del centro Italia e di numerose altre Grandi opere sono al centro dell’inchiesta dei Ros che ha portato all’arresto di Ercole Incalza e di altri tre indagati, fra cui Stefano Perotti. Le indagini sono partite nel 2013 per accertare presunti illeciti nella gestione degli appalti per la realizzazione del “Nodo Tav” di Firenze e del sotto-attraversamento della città, ricompresi nelle Grandi Opere di competenza della Struttura tecnica di missione istituita presso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, diretta da Incalza. Questo tipo di direzione dei lavori consentiva modifiche, con opere che lievitavano anche del 40 per cento. Il totale degli appalti affidati a società legate a Perotti, è di 25 miliardi di euro in dieci anni.

ALTA VELOCITÀ – Gli investigatori avrebbero documentato gli “stretti rapporti” esistenti tra Incalza e l’ingegnere Stefano Perotti, ritenuto “figura centrale dell’indagine”, responsabile della società Ingegneria Spm, a cui sono stati affidati incarichi di direzione lavori per la realizzazione di diverse “Grandi Opere” tra cui la linea ferroviaria A/V Milano-Verona (tratta Brescia-Verona); il Nodo Tav di Firenze per il sotto attraversamento della citta’; la tratta ferroviaria A/V Firenze Bologna; la tratta ferroviaria A/V Genova-Milano Terzo Valico di Giovi; l’autostrada Civitavecchia-Orte-Mestre; l’autostrada Reggiolo Rolo-Ferrara; l’Autostrada Eas Ejdyer-Emssad in Libia.

EXPO 2015 – Secondo il Ros, Perotti avrebbe “influito illecitamente” anche sulla aggiudicazione dei lavori di realizzazione del cosiddetto Palazzo Italia Expo 2015 e sulla realizzazione del nuovo terminal del porto di Olbia. Renzi proprio qualche giorno fa aveva twittato con la consueta sicumera, in merito ai lavori Expo, ‘ce la faremo sicuramente’, in barba ai gufi. Credo che l’inchiesta della magistratura fiorentina non rallenterà i lavori e che quindi la previsione di Renzi, nonostante tutto, si avveri.

La Procura di Firenze, dopo un periodo di stasi, sta approfondendo quanto era già emerso in merito agli appalti del sottoattraversamento ferroviario di Firenze, allargando l’indagine anche a molti altri lavori in tutt’Italia. Un lavoro promosso dal Procuratore Giuseppe Creazzo, il quale – a quanto pare – in seguito potrebbe gettare lo sguardo anche su altri appalti fiorentini.

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