Bisogna migliiorare la collaborazione fra i servizi di sicurezza

Terrorismo: a Bruxelles (domani 24 marzo) vertice d’emergenza dei ministri dell’interno dell’UE

di Paolo Padoin - - Cronaca, Economia, Politica

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BRUXELLES – Dopo le stragi Bruxelles e il crescente allarme per possibili attacchi terroristici, è stato convocato per domani alle 16 un consiglio straordinario dei ministri dell’Interno europei. Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos aveva annunciato stamani che si stava lavorando per una riunione «nei prossimi uno-due giorni». E poco dopo è arrivata la conferma. Intanto la Polonia ha fatto sapere che non accoglierà più migranti. «Dopo quanto avvenuto», ha detto il primo ministro Beata Szydlo, «non è possibile proprio oggi dire che siamo d’accordo nell’accettare i migranti».

Il presidente della commissione esteri del parlamento europeo, Elmar Brok, ha chiesto con forza una migliore collaborazione fra i servizi di sicurezza europei. Intervistato da diversi media tedeschi, Brok ha sottolineato che solo 5 Paesi membri dell’Ue forniscono informazioni di sicurezza complete all’Europol, «e la Germania non è fra questi». Brok ha definito tale circostanza «uno scandalo». «Bisogna smetterla con questa storia dei segreti fra i servizi di sicurezza nazionali in Europa», ha aggiunto.

In vista del vertice il nostro Ministro dell’Interno, Angiolino Alfano, ha affermato che per prevenire gli attacchi terroristici di matrice jihadista «occorre un grande investimento in sicurezza, ma occorre fare sì che le nostre periferie siano dei posti dove non avvenga una radicalizzazione che poi porta a questi gesti». Alfano ha spiegato che «noi già abbiamo perso fin troppo tempo per la registrazione del nome dei passeggeri, la nostra idea era quella di accelerare sempre sulla direttiva del cosiddetto Passenger Name Record, che è un successo oggettivo ma centrato dopo tanto tempo, questo proprio perché dopo il Bataclan si è accelerato e invece in passato si è impiegato tanto tempo. Questo è un elemento importante che significa che tutti i passeggeri europei che entrano in Europa saranno schedati e i loro dati contenuti all’interno delle banche dati delle compagnie aeree, alle quali potranno accedere le forze di polizia. Al tempo stesso – ha continuato – c’è anche un lavoro che porta tutti ad essere più consapevoli che ci saranno dei controlli maggiorati; occorre rafforzare i controlli alla frontiera esterna dell’Unione Europea, ma nella consapevolezza che il nostro limite e il nostro punto di debolezza in tutta Europa non è stato per quelli che venivano fuori dalle nostre frontiere, ma è stato derivante da quelli che hanno agito da dentro ai nostri Paesi. Passaporto europeo avevano quelli che si son fatti esplodere, abiti europei vestivano quelli che hanno ucciso a Parigi, e tutto questo è veramente il punto di fondo».

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Paolo Padoin

Paolo Padoin

già Prefetto di Firenze
paolo.padoin@firenzepost.it

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